Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 68 pagine

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1.3.2 Collaborazione internazionale nell’ambito delle autoregolamentazioni e coregolamentazioni

Considerata la dimensione globale dei media digitali, nel settore della protezione dell’infanzia e della gioventù dai rischi dei media, nel quadro di un autocontrollo volontario si sono sviluppate cooperazioni internazionali e sovranazionali sulle quali si basano in parte le regolamentazioni dei singoli Stati.

Nel settore dei videogiochi si è affermato il sistema europeo PEGI, entrato in vigore nel 200339. Sviluppato dalla Interactive Software Federation of Europe, esso indica l’età a partire dalla quale un videogioco è adeguato nell’ottica della protezione dei minori. I simboli di questo sistema di classificazione in base all’età figurano sul fronte e sul retro della confezione e sono suddivisi in base alle fasce d’età 3, 7, 12, 16 e 18. Tramite appositi descrittori, il sistema

fornisce inoltre informazioni su determinati contenuti dei giochi (p. es. violenza, volgarità,

pornografia) o loro funzionalità (gioco d’azzardo) inappropriati a seconda dell’età degli utenti. Questo sistema è applicato in 38 Paesi europei: Albania, Austria, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Islanda,

Israele, Italia, Kosovo, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Moldavia,

Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca,

Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria. I principali produttori di console (tra cui Sony, Microsoft e Nintendo) nonché editori e sviluppatori di tutta Europa lo sostengono.

PEGI si basa sul principio dell’autoclassificazione da parte degli sviluppatori sulla base di un questionario. L’autoclassificazione è controllata da due organi di vigilanza indipendenti che hanno sede nei Paesi Bassi e nel Regno Unito40. In diversi Paesi europei il sistema PEGI è stato recepito nel diritto nazionale ed è quindi vincolante. In Svizzera la SIEA si basa su questo sistema per la sua autoregolamentazione (cfr. n. 1.4.1). PEGI è considerato un esempio di armonizzazione europea nell’ambito della protezione dei minori e, ove sostenuto da una base legale, un modello riuscito di coregolamentazione.

Il Consiglio PEGI formula raccomandazioni e provvede affinché gli sviluppi del sistema PEGI siano divulgati e attuati. I membri del Consiglio, designati per un periodo di due anni,

provengono dagli Stati che applicano il sistema. Si tratta principalmente di esperti dei settori della psicologia, dei media, dell’Amministrazione e della consulenza giuridica specializzati nella protezione dei minori in Europa. La Svizzera vi è rappresentata, dal 2009, dal Settore Questioni dell’infanzia e della gioventù dell’UFAS.

La Germania è uno dei pochi Paesi europei che non hanno aderito al sistema PEGI. Questa decisione è motivata da ragioni storiche: la Germania ha infatti introdotto già nel 1994 – ossia molto prima della creazione di PEGI – un sistema di autocontrollo su base volontaria per i software d’intrattenimento che funge anche da autorità di vigilanza a livello nazionale nel settore dei videogiochi (USK)41.

A livello internazionale, nel 2013 è stata fondata l’International Age Rating Coalition (IARC), nel cui quadro le istituzioni internazionali più importanti per la classificazione in base all’età dei media d’intrattenimento interattivi in Europa (PEGI, USK) e America del Nord (Entertainment Software Rating Board) nonché organi analoghi in Brasile e Australia uniscono le loro forze al fine di trovare una soluzione per il mercato globale delle applicazioni (app) e dei giochi. In questo contesto è stata creata una procedura in base alla quale, tramite un sistema uniforme, gli sviluppatori di app e giochi proposti su piattaforme digitali ricevono indicazioni dell’età minima per più territori e piattaforme contemporaneamente. Il sistema è a disposizione di tutti gli sviluppatori che distribuiscono i propri giochi o app tramite una piattaforma digitale aderente.

39 https://pegi.info/it (consultato il 19.02.2019).

40 L’istituto olandese per la classificazione dei media audiovisivi (NICAM) controlla i giochi con un’età minima di 3 e 7 anni, mentre il Consiglio per le norme video con sede nel Regno Unito (VSC) quelli con un’età minima di 12,

16 e 18 anni; cfr. https://pegi.info/page/pegi-administrators (consultato il 19.02.2019).

41 Cfr. http://www.usk.de/ (consultato il 19.02.2019).