Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 68 pagine

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legislative statali a privati, generalmente connessa alla coregolamentazione, è consentita solo entro limiti ristretti, ovvero nel rispetto dell’interesse pubblico e del principio di proporzionalità, nonché sotto la vigilanza statale. È importante tener presente che non vanno compromessi i rimedi giuridici dei cittadini, vale a dire che le vie legali e la natura dei rapporti giuridici devono essere disciplinate a livello di legge.

Il prefisso «co-» nel termine coregolamentazione sottintende dunque sempre il coinvolgimento di attori sia privati che statali nell’accordo di regolamentazione34.

Analisi scientifiche e studi comparativi a livello internazionale35 evidenziano che nel settore della protezione dell’infanzia e della gioventù dai rischi dei media i sistemi di

autoregolamentazione e coregolamentazione risultano particolarmente efficaci e possono essere sostanzialmente classificati quali buone pratiche. Questi sistemi sono quelli più indicati per affrontare adeguatamente le sfide nel settore della regolamentazione dei media digitali, far fronte ai rapidi sviluppi e all’ingente quantità di contenuti nonché mantenere sempre aggiornate le regolamentazioni. Inoltre, laddove necessario, tramite adeguate coregolamentazioni si può garantire un controllo statale degli attori e dei loro processi o decisioni.

Alla fine del 2015, in vista della revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi (direttiva SMA) dell’Unione europea (cfr. n. 1.3.1) il Gruppo europeo dei regolatori dei servizi media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services; ERGA) ha pubblicato un rapporto in cui ha affrontato anche il tema dell’autoregolamentazione e della

coregolamentazione. Per quanto concerne il disciplinamento dei contenuti inappropriati per i minorenni, la maggior parte dei membri dell’ERGA si è espressa a favore di sistemi di

coregolamentazione, menzionando tra i loro vantaggi la flessibilità, la rapidità di adeguamento ai nuovi sviluppi, la certezza giuridica, l’efficienza dell’attuazione e un più ampio consenso sulla regolamentazione. In generale, prevale l’opinione che lo Stato debba intervenire il meno possibile quando si tratta di limitare diritti fondamentali quali la libertà d’opinione e

d’informazione. Tra i requisiti minimi necessari per garantire l’efficacia dei sistemi di

coregolamentazione sono stati menzionati i seguenti:

- livello di organizzazione elevato e onere amministrativo contenuto;

- rapida presa di decisioni in caso di ricorsi;

- considerazione delle differenze culturali nel sistema;

- previsione di un quadro normativo efficace con garanzie dello Stato di diritto;

- sistema serio di «controlli e contrappesi», in grado di contrastare l’eventuale mancato

rispetto di condizioni;

- garanzia del rispetto dei principi fondamentali di una «buona» coregolamentazione

(legittimità, indipendenza, trasparenza, efficacia, responsabilità);

- meccanismo di valutazione.

Inoltre, è stato ritenuto molto importante stabilire uno scenario di riserva per il caso in cui gli obiettivi della regolamentazione non fossero raggiunti.

1.3 Protezione normativa dell’infanzia e della gioventù dai rischi dei media nel contesto internazionale

In questo capitolo sono illustrate le normative esistenti in materia di protezione dell’infanzia e della gioventù dai rischi dei media a livello europeo e le principali iniziative internazionali di

34 Latzer, Just, Saurwein, «Self- and co-regulation. Evidence, legitimacy and governance choice», in Monroe E. Price, Stefaan G. Verhulst, Libby Morgan, Routledge Handbook of Media Law, Abingdon, Oxon, New York: Routledge 2013, pag. 377.

35 Schulz et al., «Identifikation von Good Practice im Jugendmedienschutz im internationalen Vergleich», in Beiträge zur sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 12/15 (in tedesco con riassunto in italiano), Berna: UFAS 2015.