Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 68 pagine

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Internet non esistono disposizioni giuridiche in materia di protezione dei minori o iniziative di autoregolamentazione, né in Svizzera né in altri Paesi. Al momento, dunque, tale protezione dipende dall’impegno delle singole imprese. Con la revisione della direttiva SMA, in futuro anche i servizi di piattaforma per la condivisione di video (come YouTube) saranno disciplinati sul territorio dell’UE. In generale, vi è un potenziale di miglioramento a livello esecutivo

nell’ambito dei sistemi di controllo dell’età, dove ad oggi mancano soluzioni tecniche efficaci.

Anche la regolamentazione di diritto federale nel settore della televisione (LRTV) presenta alcune lacune in materia di protezione dei minori. Ad oggi non sono prescritte indicazioni dell’età minima differenziate, bensì solo la segnalazione di trasmissioni nocive per la gioventù mediante segnale acustico o simbolo ottico e la scelta di un’ora di trasmissione adeguata all’età. Inoltre, le nuove funzioni tecniche in ambito televisivo (replay) pongono ulteriori sfide per la protezione dei minori, analogamente ai servizi a richiesta.

In generale, nel settore dei film manca una classificazione in base all’età uniforme per

tutti i canali mediali esistenti. Per quanto concerne le proiezioni pubbliche di film e i film su supporto audiovisivo, sono applicate prassi differenti quanto al recepimento della

classificazione della Commissione svizzera del film e della tutela dei giovani e di quella della FSK. L’ASV adotta sempre la classificazione della FSK, optando per quella della Commissione solo per i film per i quali non è prevista una classificazione. Per quanto riguarda le opere cinematografiche con una classificazione FSK, la Commissione prevede talvolta una

classificazione diversa. Di conseguenza, spesso i film proiettati al cinema sono classificati in modo diverso rispetto a quelli su supporto audiovisivo o su servizi a richiesta. Per questi ultimi, in Svizzera non esiste alcuna regolamentazione vincolante in materia di classificazione in base all’età e una differenziazione delle categorie d’età non è obbligatoria nemmeno nell’ambito della televisione.

1.4.6.2 Problemi delle regolamentazioni vigenti nel settore dei videogiochi

Tra gli eventi pubblici dedicati ai videogiochi rientrano i tornei di videogiochi (eSport) e le fiere di videogiochi, dove i bambini e i giovani possono fruire di videogiochi come spettatori e, talvolta, anche come partecipanti. Si tratta di sviluppi molto recenti e di un mercato in forte crescita. In questo ambito non esiste una regolamentazione in materia di protezione dei minori, né in Svizzera né in altri Paesi.

Per quanto riguarda i videogiochi su supporto audiovisivo, la regolamentazione settoriale della SIEA prevede un’indicazione dell’età minima per i videogiochi e controlli al momento della vendita, ma questi sono vincolanti solo per le imprese firmatarie. Solo pochi Cantoni

contemplano una regolamentazione legale in materia. Analogamente al settore dei film,

neanche quello dei videogiochi può obbligare gli attori del mercato a partecipare a iniziative di autoregolamentazione. Diversamente dal settore dei film, però, in questo caso il problema dell’eterogeneità delle indicazioni dell’età minima è meno marcato, dato che praticamente tutti i videogiochi sono provvisti dell’indicazione PEGI, ampiamente diffusa a livello internazionale. Analogamente al settore dei film, anche quello dei videogiochi prevede nella sua

regolamentazione un controllo dell’età solo per le categorie d’età a partire da 16 e 18 anni.

Contrariamente all’ASV, però, la SIEA controlla che le imprese firmatarie rispettino l’iniziativa settoriale. Ciononostante, i risultati dei test di acquisto svolti nel 2013 su incarico dell’UFAS non sono stati molto migliori di quelli ottenuti nel settore dei film: il 45 per cento dei 14enni

partecipanti ai test ha potuto acquistare, offline e online, videogiochi non autorizzati per la sua età.

Per quanto riguarda i videogiochi su servizi a richiesta e su servizi di piattaforma non

esiste alcuna regolamentazione in materia di protezione dei minori, né in Svizzera né negli altri Paesi: la direttiva SMA non è applicabile a essi e non sono nemmeno previste iniziative di autoregolamentazione.

Riassumendo, si può constatare che attualmente i bambini e i giovani non sono sufficientemente protetti dai contenuti potenzialmente nocivi per loro. Tramite svariati