Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/15: Legge federale sull'adeguamento del diritto federale agli sviluppi della tecnologia di registro distribuito · 60 pagine
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Rapporto esplicativo per la procedura di consultazione
Capoverso 2: contrariamente all’articolo 242 LEF, che non specifica le condizioni per il diritto alla rivendicazione e che pertanto rinvia solo implicitamente al diritto materiale, il disciplinamento delle questioni sollevate dall’articolo 242a AP-LEF richiede un chiarimento in merito, poiché la risposta a dette questioni non è deducibile da altre norme.
La nuova disposizione disciplina esplicitamente la possibilità di restituire determinati beni crittografici ed elimina quindi l’incertezza insita nella rivendicazione secondo l’articolo 242 LEF. La consegna è tuttavia vincolata a una serie di condizioni.
– Il diritto di restituzione si riferisce esclusivamente ai beni crittografici menzionati nella legge, mentre non sono contemplati altri beni immateriali. Sono in particolare contemplati i cosiddetti token di pagamento e i nuovi diritti valori TRD che sottostanno all’esclusiva facoltà di disporre del fallito.
– I beni devono essere parte della massa fallimentare e questa deve avere la facoltà di disporne. Come già detto, rientrano nella massa fallimentare soltanto i beni a cui l’avente diritto non ha accesso e per i quali il fallito possiede tutte le chiavi necessarie per poterne disporre direttamente. Se il terzo stesso può disporre dei beni, la restituzione non è necessaria; se l’amministrazione del fallimento non può disporne, la restituzione non è possibile. In quest’ultimo caso è tuttavia possibile, se sussistono le condizioni, rivendicare il codice in virtù articolo 242b AP-LEF (accesso ai dati).
– Infine, la legge prevede che i suddetti beni possano essere in ogni momento attribuiti al terzo nel registro99. Questa condizione riprende la prassi vigente della FINMA e chiarisce che la rivendicazione non può andare oltre quella prevista per la proprietà dei beni reali. Inoltre, il riferimento al registro stabilisce che il diritto individuale può essere aggiornato direttamente nel registro distribuito, di modo che sia chiaro in ogni momento a chi appartengano i token. Questo vale a prescindere dal fatto che il cliente abbia in origine trasmesso il token al fallito o che il fallito lo abbia successivamente acquisito per conto del cliente o attribuito a quest’ultimo: il diritto risulta dal principio della rivendicazione di beni reali (art. 641 cpv. 2 CC) o nell’ambito del mandato (art. 401 cpv. 3 CO). L’attribuzione individuale dei token implica inoltre che la perdita di un singolo token riguarda soltanto il cliente a cui è attribuito.
Se le condizioni sono soddisfatte (mezzi di pagamento crittografici o diritti valori TRD, facoltà esclusiva di disporre della massa fallimentare, attribuzione individuale in ogni momento), nei confronti della massa fallimentare sussiste il diritto al trasferimento dei beni in questione (token).
Capoverso 3: il capoverso disciplina la procedura e la perenzione del diritto e corrisponde al vigente articolo 242 capoverso 2 LEF.
Capoverso 4: nel singolo caso la restituzione dei beni può cagionare costi notevoli, poiché in seguito alla dichiarazione di fallimento spesso vengono disattivati i sistemi
99 In tal senso anche Eckert 2016, pag. 266; Schönknecht 2016, pag. 309; Hauser-Spühler/Meisser 2016, pag. 11; Maurenbrecher/Meier 2017, n. marg. 26; Graham-Siegenthaler/Furrer 2017, n. marg. 78.