Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/21: Legge federale concernente il cambio di sistema nell'ambito dell'imposizione della proprietà abitativa · 51 pagine

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della deducibilità degli interessi su debiti. In parte si dovrebbero anche osservare ricomposizioni dei portafogli che non portano a una riduzione dell’indebitamento lordo. Con l’attuazione della variante 3 le economie domestiche facoltose potrebbero ad esempio tentare di trasferire le proprie cartevalori in una società di capitale che gestisce patrimoni, al fine di beneficiare della normativa derogatoria per le partecipazioni qualificate. Con l’attuazione della variante 4 è possibile che liquidità patrimoniali vengano trasferite ma che non vadano a ridurre i debiti bensì vengano impiegate per finanziare un’abitazione secondaria a uso proprio o un immobile da reddito, visto che la deducibilità degli interessi passivi sui redditi da sostanza immobiliare rimane intatta. Anche se venisse introdotto un divieto di dedurre interessi su debiti (variante 5), vi sarebbe comunque un margine di manovra consistente nel trasferimento di valori patrimoniali a una persona giuridica.

Riduzione dell’indebitamento delle economie domestiche private: gli adegua-

menti di natura finanziaria appena descritti sono auspicati sul piano economico se portano alla riduzione dell’indebitamento lordo (ed eventualmente anche di quello netto) delle economie domestiche private (cfr. all. II). Tuttavia, se i tassi d’interesse dovessero all’improvviso aumentare fortemente e di conseguenza i prezzi sui mercati immobiliari dovessero calare, gli istituti finanziari insisterebbero verosimilmente su una riduzione dell’elevato indebitamento lordo. Mentre nel sistema attuale gli interessi sono ampiamente deducibili, con la nuova normativa non lo sarebbero più. Durante la fase di transizione dal vecchio al nuovo sistema la sensibilità del sistema finanziario potrà ancora essere elevata, anche se nel nuovo sistema l’indebitamento lordo sarà probabilmente calato una volta concluso l’adeguamento.

Effetti indiretti: nella misura in cui si eseguiranno meno rinnovamenti (a prezzi

elevati) e si ridurrà il grado di finanziamento da parte di terzi, vi saranno ripercussioni negative sulla creazione di valore aggiunto nei settori edilizio e finanziario. Anche i fornitori di prestazioni preliminari di questi settori potrebbero subirne conseguenze negative. Occorre tuttavia partire dal presupposto che la perdita di valore aggiunto in questi settori sia compensata da un aumento di valore aggiunto in altri settori (p. es. le catene di centri edili). Questi ultimi potrebbe beneficiare di una domanda accresciuta in quanto i proprietari di abitazioni farebbero maggiormente capo a prestazioni proprie. Non è nemmeno escluso che vengano richieste prestazioni da parte degli artigiani senza che vengano dichiarate («lavoro nero»). Ciò riguarderebbe tipicamente prestazioni piuttosto onerose in termini di lavoro e capitale e che non sottostanno a prescrizioni regolatorie, come ad esempio tinteggiare, tappezzare pareti o posare pavimenti. In questo caso i poteri pubblici sono privati di entrate per quanto concerne le imposte sul reddito, sull’utile e sul valore aggiunto, nonché per quanto riguarda i contributi delle assicurazioni sociali.

In fin dei conti, le conseguenze dirette della riforma sul piano dell’economia reale dovrebbero rimanere contenute (tranne che per la variante 5), mentre occorre attendersi trasferimenti patrimoniali. Questi ultimi contribuiscono a ridurre l’indebitamento lordo, ed eventualmente anche quello netto, delle economie domestiche private. Sul lungo periodo la riforma avrebbe quindi ripercussioni positive sull’economia reale poiché un sistema finanziario stabile, che si contraddistingue per