Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/21: Legge federale concernente il cambio di sistema nell'ambito dell'imposizione della proprietà abitativa · 51 pagine

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un indebitamento sostenibile delle imprese e delle economie domestiche private, rappresenta una condizione fondamentale per la sua capacità di funzionamento.

4.4 Effetti distributivi

Dal profilo della politica distributiva è necessario considerare da un lato il rapporto fra proprietari di immobili e locatari in caso di identica capacità economica. A questo riguardo l’esito sarà diverso a seconda che la riforma possa essere impostata in maniera neutra sotto il profilo dei proventi o che comporti minori o maggiori entrate. Dall’altro lato occorre tener conto del rapporto fra proprietari di abitazioni che si autofinanziano e proprietari di abitazioni che vengono finanziate con capitali di terzi. Al riguardo si possono esprimere le seguenti considerazioni.

 Anzitutto è importante sapere se i locatari investono il loro patrimonio in titoli

che fruttano redditi di capitali imponibili oppure utili da capitale esenti da imposta. Nel primo caso, i locatari sono svantaggiati rispetto ai proprietari di abitazioni che si autofinanziano. Tuttavia, se i locatari investono in titoli che fruttano prevalentemente un utile da capitale esente da imposta, allora il cambio di sistema riesce a mantenere l’equità fiscale orizzontale (fra persone con uguale capacità economica) rispetto ai proprietari di abitazioni che si autofinanziano. Dato che sul lungo periodo un cambio di sistema con le varianti 1, 2, 4 ed eventualmente 3 può risultare neutro sotto il profilo dei proventi, i locatari non saranno chiamati nemmeno a finanziare le minori entrate. Ciò è dovuto al fatto che il sistema attuale già offre ai proprietari di immobili taluni vantaggi (tra gli altri, un valore locativo lordo troppo basso, la possibilità di scegliere fra le spese di manutenzione effettive e un forfait, la deduzione per sottoutilizzazione). Per questo motivo, per tali varianti non vi è da attendersi alcun effetto distributivo a svantaggio dei locatari. Se venisse invece attuato un divieto di dedurre gli interessi passivi privati (variante 5), in linea di massima tutte le economie domestiche con elevati interessi debitori subirebbero un peggioramento rispetto alla situazione attuale. Ne sarebbero interessati principalmente i proprietari di immobili, ma in alcuni casi anche le economie domestiche con attività imprenditoriale o i locatari che contraggono un credito al consumo. Se venisse attuata questa variante, sul lungo periodo si produrrebbero tuttavia maggiori entrate che permetterebbero maggiori spese o sgravi fiscali. Gli effetti distributivi concreti di questa variante dipendono quindi fortemente dal modo in cui le maggiori entrate saranno impiegate.

 Secondariamente, si possono fare considerazioni analoghe per i proprietari di

abitazioni finanziate con capitali di terzi e i proprietari di abitazioni che si autofinanziano con uguale sostanza netta e uguale reddito. Anche in questo caso, la questione dipende dalla possibilità che i proprietari di abitazioni finanziate con capitali di terzi investano in valori che fruttano principalmente redditi di capitali imponibili o utili da capitale esenti da imposta.

È inoltre possibile che si producano effetti distributivi fra proprietari di abitazioni appartenenti a fasce di reddito diverse, di modo che ci si può domandare se non siano proprio le economie domestiche con un reddito modesto a (dover) finanziare più spesso i loro immobili attraverso il credito. Una valutazione effettuata sulla base dei dati di Berna e Turgovia per l’anno 2010 smentisce però tale ipotesi: man mano