Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/24: Modifica dell'ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 9 pagine
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Chi importa riso commestibile in Svizzera necessita – stando alla regolamentazione attuale – di un permesso generale d’importazione (PGI) e deve concludere con l’UFAE un contratto per la costituzione di scorte obbligatorie. I piccoli importatori sono esonerati da tale obbligo, ma come gli altri importatori devono fornire a Réservesuisse le prestazioni finanziarie che deriverebbero da un corrispondente contratto per la costituzione di scorte obbligatorie.
Per gestire le scorte obbligatorie in modo conforme al diritto commerciale internazionale occorre procedere ad alcuni cambiamenti. La Svizzera deve garantire il rispetto degli obblighi derivanti dagli impegni internazionali del nostro Paese. In occasione dell’esame dell’OMC del 2017 la Svizzera era stata oggetto di critiche internazionali dato che si era impegnata nei confronti dei membri dell’OMC a eliminare la disparità di trattamento, non più conforme al diritto internazionale, fra beni svizzeri ed esteri per le scorte obbligatorie di riso.
La presente modifica di ordinanza è intesa a cambiare la situazione attuale e a far sì che lo stoccaggio obbligatorio di caffè e di riso avvenga in modo conforme al diritto commerciale (v. anche punto 5).
2. Punti essenziali del progetto
2.1. Soppressione dell’obbligo di costituire scorte di caffè
Nel quadro della sua verifica periodica il settore Alimentazione dell’AEP ha valutato se il caffè debba essere considerato un bene di importanza vitale. Il settore è giunto alla conclusione che il caffè non è una fonte di energia: non contiene praticamente né proteine, né grassi, né carboidrati assimilabili. Il caffè non ha quindi alcun valore nutrizionale e non contribuisce all’apporto energetico fornito dagli alimenti. Per questa ragione non può più essere considerato un bene d’importanza vitale. Il caffè contiene principalmente caffeina, come il tè nero e verde, le bevande a base di cola, le bevande energetiche e il cacao.
Il rischio di problemi riguardanti l’approvvigionamento di caffè su un lungo periodo è inoltre da considerarsi minimo, dato che le piantagioni sono distribuite su tre continenti e la raccolta è possibile tutto l’anno. Un cattivo raccolto a livello locale, anche se di dimensioni non trascurabili, farebbe sicuramente lievitare i prezzi di mercato, ma potrebbe essere compensato tramite l’importazione da altre piantagioni. Si può altresì supporre che un’eventuale interruzione momentanea e parziale delle importazioni possa essere compensata, almeno per alcune settimane, grazie alle scorte di caffè verde e ai prodotti lavorati dei commercianti e delle torrefazioni svizzere.
L’AEP ritiene quindi che per quanto riguarda il caffè l’economia possa garantire una sicurezza di approvvigionamento sufficiente e che, dal punto di vista nutrizionale, sia possibile rinunciare alla costituzione di scorte obbligatorie di caffè. Le scorte di caffè, che storicamente possono essere ricondotte