Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/32: Rapporto esplicativo sulla cooperazione internazionale 2021-2024 · 50 pagine

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Occupazione

L’occupazione è un motore dell’economia e un fattore chiave per la riduzione della povertà. La Svizzera sostiene il rafforzamento delle condizioni quadro e le soluzioni innovative per lo sviluppo economico e del settore privato, che crea un gran numero di posti di lavoro. Ispirandosi al sistema svizzero di formazione professionale fondato sullo sviluppo delle competenze, la CI si impegna a favore di una formazione che risponda meglio alle esigenze del mercato del lavoro. La CI metterà maggiormente l’accento sui giovani imprenditori che possono creare occupazione e sosterrà lo sviluppo di startup. Si auspica inoltre l’utilizzazione di strumenti di finanziamento innovativi per mobilitare investimenti pubblico-privati in imprese promettenti.

Cambiamenti climatici

100 milioni di persone rischiano di ripiombare in una condizione di estrema povertà entro il 2030 a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, mentre 143 milioni di persone potrebbero diventare migranti climatici entro il 205054. Nel contempo i Paesi in via di sviluppo producono una quota crescente delle emissioni di gas a effetto serra. In Svizzera l’aumento della temperatura è già quasi doppio rispetto alla media mondiale55. Nel suo rapporto del 10 maggio 2017 sul finanziamento internazionale per il clima, il Consiglio federale stima che per il periodo 2017-2020 il giusto contributo svizzero all’attuazione della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici56 e dell’Accordo di Parigi sul clima57 debba essere nell’ordine di 450-600 milioni di dollari l’anno, sotto forma di fondi pubblici e privati.

Le risorse della CI in questo ambito dovrebbero passare da 300 milioni (2017-2020) a circa 350 milioni di franchi all’anno nel periodo 2021-2024, corrispondenti a circa il 14 per cento delle risorse complessive58. Per rafforzare il coinvolgimento del settore privato a favore d’investimenti rispettosi del clima nei Paesi in via di sviluppo, la Svizzera promuoverà partenariati, anche multilaterali, finalizzati alla mobilitazione di fondi privati. Oltre ai programmi specifici sui cambiamenti climatici, questi aspetti vengono presi in considerazione nella maggior parte dei programmi della CI.

Migrazione

Nell’arco dei prossimi anni le pressioni migratorie resteranno elevate: affrontarne le cause e quindi ridurre la migrazione irregolare e forzata resta una sfida mondiale. Nel contempo, la migrazione regolare

– conforme alle leggi nazionali – continua a svolgere un ruolo importante nello sviluppo degli Stati e nella riduzione della povertà, per esempio attraverso il trasferimento di conoscenze e di capitali privati (trasferimenti di fondi) o lo sviluppo del commercio. Non è tuttavia possibile escludere dalla migrazione regolare fattori negativi quali la fuga di cervelli (brain drain) e i costi in termini d’integrazione e coesione sociale. È nell’interesse della Svizzera ridurre la migrazione irregolare e forzata e migliorare la protezione dei migranti. Una migliore gestione delle migrazioni nelle regioni di origine ha un impatto positivo sulla Svizzera e favorisce lo sviluppo economico e sociale in queste regioni. Anche il rafforzamento della gestione della migrazione a tutti i livelli rientra nell’interesse della Svizzera.

Il Consiglio federale intende pertanto rafforzare il legame strategico tra la CI e la politica migratoria. A tal fine, punta a estendere questa correlazione, inclusa in due dei quattro decreti federali del messaggio 2017-2020, a tutti gli strumenti della CI. A corto termine la CI contribuisce a ridurre le cause degli spostamenti forzati, a migliorare le condizioni di vita degli sfollati e a proteggere i rifugiati nei Paesi di prima accoglienza. A medio termine mira a ridurre la migrazione irregolare e a trovare le migliori soluzioni possibili per l’integrazione dei migranti e degli sfollati forzati nei Paesi in via di sviluppo. Nel lungo periodo la CI lavora sulle cause profonde della migrazione irregolare, quali la povertà, l’accesso ai servizi di base, i conflitti armati, il malgoverno o le conseguenze dei cambiamenti climatici.

Il legame strategico tra la CI e la politica migratoria rafforza gli strumenti della politica migratoria quali i partenariati o i dialoghi in materia di migrazione. Sarebbe tuttavia esagerato riconoscere a questa correlazione una condizionalità assoluta, per esempio esigendo di interrompere l’impegno della CI in un Paese in cui la politica migratoria svizzera si scontra con delle difficoltà. L’esperienza di altri attori, tra cui anche grandi donatori come l’Unione europea, dimostra che raramente una condizionalità rigorosa produce gli effetti auspicati. In primo luogo, le minacce hanno spesso un effetto controproducente e finiscono per bloccare la situazione, dato che possono essere percepite come un’ingerenza nel campo della sovranità nazionale. In secondo luogo, la condizionalità potrebbe esporre la Svizzera a conseguenze politiche negative. In terzo luogo, i destinatari della CI sono le popolazioni colpite da povertà e crisi, e raramente queste ultime rappresentano una leva con cui fare pressione sui governi

54Banca Mondiale 2018, disponibile su: www.worldbank.org >News > Press releases > Climate Change Could Force Over 140 Million to Migrate Within Countries by 2050: World Bank Report

55www.meteosvizzera.admin.ch > Clima > I cambiamenti climatici in Svizzera

56 RS 0.814.01

57 RS 0.814.012

58 Cifre indicative (febbraio 2018) Rapporto esplicativo concernente la cooperazione internazionale 2021-2024 (02.05.2019)