Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/32: Rapporto esplicativo sulla cooperazione internazionale 2021-2024 · 50 pagine
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autoritari allo scopo di applicare una simile condizionalità. Infine, la riammissione dei propri cittadini è un obbligo di diritto internazionale. Se il rispetto di tale obbligo viene ricompensato sul piano finanziario, s’innesca un sistema d’incentivi perverso che rischia di estendersi anche ad altri obblighi internazionali e d’indebolire gli impegni internazionali.
Il legame strategico tra la CI e la politica migratoria viene attuato su tre livelli.
1) Livello politico: la migrazione viene discussa in occasione delle consultazioni politiche. Il Consiglio federale si adopera per concludere accordi e partenariati in materia di migrazione. Nei negoziati su nuovi accordi quadro per la CI con i suoi Paesi prioritari, il Consiglio federale si adopera per far adottare una clausola volta a integrare il tema della migrazione nella cooperazione e nei dialoghi politici.
2) Livello geografico: il Consiglio federale integra la politica migratoria nelle sue varie strategie di politica estera. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Divisione Sicurezza umana (DSU) del DFAE, nonché il campo di prestazioni cooperazione e sviluppo economici della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) in seno al DEFR tengono sistematicamente conto del tema della migrazione nelle loro strategie, in coordinamento con la struttura IMZ. Nelle quattro regioni prioritarie del DFAE è inoltre prevista una flessibilità finanziaria che consenta di sfruttare in modo più efficace le opportunità legate alla politica migratoria, anche al di fuori dei Paesi prioritari (cap. 3.1.2). Durante il periodo 2021-2024, 60 milioni di franchi saranno riservati a progetti in Paesi identificati d’intesa con la struttura IMZ. Tale importo si aggiunge ai programmi dedicati alla migrazione nelle varie strategie relative ai singoli Paesi prioritari e nel Programma globale Migrazione e sviluppo della DSC (cap. 3.1.2).
3) Livello tematico: i programmi della CI tengono conto della migrazione e degli spostamenti forzati, in particolare nell’ottica della prevenzione (p. es. impegnandosi a favore del rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario), della protezione e dell’integrazione dei migranti nelle loro regioni d’origine (p. es. combattendo la violenza contro le donne e le ragazze) e delle prospettive economiche, politiche e sociali (p. es. sostenendo la partecipazione nei processi politici, migliorando l’istruzione di base, offrendo formazioni professionali o sostenendo l’integrazione nel mercato del lavoro locale).
Stato di diritto
La forte tradizione democratica è uno dei segni distintivi della Svizzera dinamica e prospera. Le competenze svizzere a riguardo sono riconosciute e molto richieste in tutto il mondo. Lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani sono premesse essenziali per offrire prospettive a lungo termine alle popolazioni. La Svizzera si adopera per rafforzare l’assunzione di responsabilità da parte dei governi partner, affinché affrontino gli ostacoli allo sviluppo, come la corruzione, il clientelismo e il malgoverno (p. es. sostenendo l’equilibrio dei poteri e i meccanismi pubblici di supervisione del governo). Quando la collaborazione con le autorità centrali non offre prospettive di riforma a lungo termine può essere giustificato un abbandono della cooperazione bilaterale allo sviluppo. In questi casi, la collaborazione con i governi regionali o locali, a favore del decentramento, della democratizzazione e della responsabilizzazione dei servizi vicini alla popolazione, o anche con controparti non governative può offrire, nel medio periodo, un’alternativa a quella con le autorità centrali.
2.4.3 Altri focus L’impegno con il settore privato
Il settore privato svolge un ruolo chiave ai fini della creazione di posti di lavoro e dello sviluppo sostenibile ed è il motore economico che consente spesso di uscire dalla povertà. La sua forza innovativa, le sue conoscenze specializzate, i suoi canali di distribuzione e le sue opportunità d’investimento rendono il settore privato un attore essenziale per l’effettuazione della CI. La Svizzera intende diversificare e rafforzare la collaborazione con il settore privato e sviluppare nuovi strumenti finanziari, tra cui prestiti, garanzie o investimenti di capitali. Si propone per esempio di rafforzare il Fondo d’investimento svizzero per i mercati emergenti (Swiss Investment Fund for Emerging Markets, SIFEM), che concede capitali ad aziende di Paesi a reddito medio-basso per creare impieghi dignitosi e mitigare i cambiamenti climatici, tramite il conferimento di capitale supplementare o la possibilità di utilizzare finanziamenti a tassi agevolati o fondi di garanzia. Il DFAE e il DEFR svilupperanno nuovi strumenti finanziari allo scopo di aumentare il ricorso a fondi pubblico-privati anche nei contesti più difficili, tenendo conto delle iniziative esistenti. In tale ottica accorderà un’attenzione speciale ai principi di sussidiarietà e di non distorsione dei mercati. Queste analisi prevedono il coinvolgimento del Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Il potenziale della digitalizzazione
Le nuove tecnologie offrono numerose opportunità: i pagamenti tramite cellulare e altre innovazioni nel settore finanziario, l’utilizzo delle tecnologie blockchain per i servizi finanziari, i dati satellitari o provenienti dai droni per le assicurazioni contro i danni ai raccolti, la produzione di energia tramite
Rapporto esplicativo concernente la cooperazione internazionale 2021-2024 (02.05.2019)