Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/32: Rapporto esplicativo sulla cooperazione internazionale 2021-2024 · 50 pagine

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tecnologie solari nei contesti umanitari, l’intelligenza artificiale per migliorare le diagnosi mediche, l’accesso all’informazione per rendere più trasparenti i processi democratici, ecc. La CI metterà l’accento su queste nuove tecnologie, tenendo conto anche delle esperienze maturate da altri uffici federali e dalla comunità scientifica. Tech4Good raggruppa per esempio iniziative che sfruttano le innovazioni tecnologiche per migliorare i servizi pubblici e la vita delle persone più svantaggiate, un approccio intrinsecamente svizzero. In collaborazione con il settore privato, la Svizzera si impegnerà nella nuova piattaforma GovTech della Banca Mondiale a favore di una migliore gestione delle finanze pubbliche.

L’impegno multilaterale

La Svizzera si impegna a favore del multilateralismo, garante di un ordine internazionale basato sul diritto e non sui rapporti di forza. Si adopera inoltre per garantire una gestione più efficace ed efficiente delle organizzazioni multilaterali. La Svizzera attribuirà un’importanza centrale anche alle riforme volte a rafforzare e a promuovere le regole e le norme internazionali nonché a migliorare il coordinamento tra le organizzazioni al fine di ottenere un maggiore impatto nei Paesi in via di sviluppo.

Gli approcci intersettoriali

Per fronteggiare con successo le sfide dello sviluppo sostenibile, quali la migrazione o i cambiamenti climatici, la CI adotterà in misura crescente degli approcci intersettoriali. Le azioni volte a realizzare contemporaneamente più OSS e a intervenire in più settori consentono d’incrementare l’efficienza e pertanto saranno intensificate. Il miglioramento della salute non si limita per esempio alla qualità del sistema sanitario, ma presuppone anche un’attenzione alla qualità degli alimenti (pesticidi), all’inquinamento atmosferico, alla qualità dell’acqua o a un habitat sano.

La coerenza tra l’aiuto umanitario e la cooperazione allo sviluppo

L’investimento migliore è quello che riduce i fattori strutturali di vulnerabilità e fragilità, evitando così la necessità di fornire aiuti di emergenza. Per rafforzare la collaborazione tra l’aiuto umanitario e la cooperazione allo sviluppo, ove le condizioni lo consentano, è previsto un impegno più sistematico della cooperazione allo sviluppo del DFAE nelle crisi prolungate, liberando così maggiori risorse umanitarie per le emergenze. Al fine di aumentare la resilienza dei Paesi e delle popolazioni di fronte agli shock e alle crisi, la CI promuove un legame stretto (nexus) tra i suoi vari strumenti (cap. 3.1) in particolare nel quadro delle crisi di lunga durata.

I bisogni dell’aiuto di emergenza dipendono dagli eventi (catastrofi, crisi ecc.) e pertanto sono difficili da prevedere con precisione. Ecco perché nel 2013 è stato introdotto un sistema di permeabilità tra il credito quadro «aiuto umanitario» e il credito quadro «cooperazione allo sviluppo». Anche nel periodo 2021-2024 sarà possibile effettuare trasferimenti per un importo massimo di 120 milioni di franchi tra i due crediti quadro (cap. 3.4).

La gestione efficace dei rischi

La CI opera secondo quanto previsto dalle istruzioni del 24 settembre 201059 sulla politica della Confederazione in materia di gestione dei rischi. La CI si è dotata di strumenti specifici per identificare, misurare, mitigare e monitorare i rischi legati al suo mandato. L’applicazione delle linee direttive in materia di gestione dei rischi e lotta contro le irregolarità, l’audit di progetti e programmi, un sistema di controllo interno efficace nonché la revisione sistematica delle procedure di gestione contribuiscono a ridurre i rischi. A intervalli regolari vengono condotte analisi indipendenti e dialoghi con le rappresentanze svizzere sul posto allo scopo di valutare e, all’occorrenza, adeguare le modalità di lavoro nell’ottica della minimizzazione dei rischi. Oltre ai rischi inerenti alla realizzazione dei programmi, il Consiglio federale accorda grande importanza alla gestione dei rischi legati alla sicurezza del personale e dei partner all’estero.

La ricerca scientifica di qualità per valutare l’impatto della CI

Più di 100 valutazioni esterne e indipendenti vengono effettuate ogni anno dal DFAE e dal DEFR per misurare l’impatto, l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità dei programmi della CI (cap. 1.3). Il lavoro di cooperazione continuerà a trarre insegnamenti dall’esperienza concreta e manterrà un atteggiamento autocritico. Verrà rafforzata la valutazione scientifica di elevata qualità mediante studi d’impatto, con particolare attenzione alle pubblicazioni oggetto di revisione paritaria a livello internazionale, al fine di disporre di più conoscenze convalidate scientificamente per gestire meglio la CI a medio e lungo termine. La Svizzera misura il raggiungimento dei suoi obiettivi e il loro contributo alla realizzazione degli OSS sulla base di metodologie e pratiche riconosciute a livello internazionale. L’attuazione dei programmi e dei progetti è oggetto di un monitoraggio rigoroso volto a garantire che i fondi siano utilizzati come previsto e producano i risultati auspicati.

59 FF 2010 5759 Rapporto esplicativo concernente la cooperazione internazionale 2021-2024 (02.05.2019)