Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/32: Rapporto esplicativo sulla cooperazione internazionale 2021-2024 · 50 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 7Fedlex · Rapporto esplicativo
indipendente da questioni politiche. Da quel momento l’analisi del contesto politico è diventata un elemento centrale nella pianificazione di un programma.
Le istituzioni deboli, che spesso favoriscono unicamente una piccola élite o un gruppo etnico, rappresentano di per sé un serio ostacolo allo sviluppo e rischiano anche di compromettere l’efficacia dell’aiuto pubblico allo sviluppo17. Ecco perché i progetti di sviluppo mirano a promuovere un coinvolgimento crescente della popolazione nei processi decisionali in ambito politico, nei servizi pubblici e nell’economia. Nel lungo periodo il pluralismo, ovvero un’ampia partecipazione dei cittadini alla vita economica e politica, è essenziale per la coesione nazionale, allo scopo di dispiegare il potenziale di sviluppo.
I nuovi donatori come la Cina o gli Stati del Golfo contribuiscono ad aumentare i fondi per lo sviluppo, ma spesso non partecipano agli sforzi di coordinamento dei donatori e a quelli tesi a garantire il buongoverno. Questo approccio non facilita il dialogo politico né agevola l’influenza che altri donatori, come la Svizzera, possono esercitare in materia di democratizzazione e promozione dello Stato di diritto. Prestiti talvolta poco trasparenti di nuovi donatori possono favorire il sovraindebitamento. I nuovi donatori propongono spesso approcci alternativi di cooperazione, per esempio la cooperazione Sud-Sud e l’iniziativa cinese della Nuova via della seta (Belt and Road Initiative). Queste soluzioni tengono ancora poco conto dei valori e dei principi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), ma la collaborazione con questi donatori offre opportunità di crescita e miglioramento.
In questi ultimi anni la lotta alle cause profonde degli spostamenti forzati e della migrazione irregolare è diventata un elemento centrale dei dibattiti sulle politiche di sviluppo, in particolare per le relazioni tra Europa e Africa. A causa di conflitti armati e persecuzioni, più di 68 milioni di persone sono state costrette a fuggire: 40 milioni all’interno dei propri Paesi, 25 milioni come rifugiati e 3 milioni come richiedenti l’asilo in attesa di veder riconosciuto il loro statuto. L’85 per cento di queste persone vive in Paesi in via di sviluppo18. Altri fattori, quali la crescita demografica, le disuguaglianze sociali, la povertà, le catastrofi naturali, la gestione non sostenibile delle risorse naturali o gli effetti dei cambiamenti climatici, aumentano le pressioni migratorie.
Nel 2015 gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno adottato all’unanimità l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Con i suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), l’Agenda 2030 definisce un quadro comune che riunisce le dimensioni economiche, sociali e ambientali dello sviluppo e si rivolge sia ai Paesi in via di sviluppo sia a quelli più sviluppati.
La storia dell’aiuto pubblico allo sviluppo dimostra che non esiste una formula magica. Ma gli esempi di Paesi che hanno compiuto forti progressi economici evidenziano tuttavia alcune caratteristiche comuni: diritti di proprietà minimi, una politica monetaria solida (nessuna iperinflazione), uno Stato solvibile e condizioni quadro che forniscono incentivi alla produttività19. Paesi ad alto reddito come la Svizzera possono sostenere questi processi con la loro competenza, le loro risorse finanziarie, i loro programmi innovativi e il dialogo politico.
1.2.2 Bilancio dell’aiuto pubblico allo sviluppo
Numerosi studi scientifici sottoposti a revisione paritaria (peer review) dimostrano l’effetto considerevole che i programmi di sviluppo possono avere sul tenore di vita, il benessere e la produttività20, il buongoverno21 o l’accessibilità e la qualità dell’istruzione22 e dei servizi sanitari. Una flessione del 40 per cento dell’incidenza della malaria, per esempio, è stata possibile principalmente grazie alla distribuzione gratuita di zanzariere impregnate di insetticida23.
Anche se la crescita economica è una condizione importante per lo sviluppo, alcuni autori hanno messo in discussione l’effetto degli aiuti sulla crescita e sull’aumento dei redditi nei Paesi in via di sviluppo,
17 Daron Acemoğlu e James Robinson, 2012, Why Nations Fail.
18 ACNUR, 2018, www.unhcr.org > En bref > Aperçu statistique
19 Dani Rodrik, 2007, One Economics, Many Recipes: Globalization, Institutions and Economic Growth, pag. 21.
20 P. es. Sarah Baird, Joan Hamory Hicks, Michael Kremer ed Edward Miguel, 2016, «Worms at Work: Long-Run Impacts of a Child Health Investment», The Quarterly Journal of Economics, pag. 1637-1680.
21 P. es. MIT Poverty Action Lab Policy Briefcase, 2012, Routes to Reduced Corruption, https://www.povertyactionlab.org/sites/default/files/publications/2012.1.19-Controlling_Corruption.pdf
22 Banca Mondiale, 2018, LEARNING to Realize Education’s Promise. World Development Report 2018, http://www.worldbank.org/en/publication/wdr2018
23 Bhatt S Weiss DJ Cameron E et al, 2015, «The effect of malaria control on Plasmodium falciparum in Africa between 2000 and 2015», Nature, 526, pag. 207-211. Rapporto esplicativo concernente la cooperazione internazionale 2021-2024 (02.05.2019)