Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/32: Rapporto esplicativo sulla cooperazione internazionale 2021-2024 · 50 pagine
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Progressi economici e sociali
Negli ultimi decenni l’umanità ha realizzato progressi misurabili senza precedenti in termini di prosperità, salute, sicurezza e qualità di vita. Tra il 1970 e il 2015 la percentuale della popolazione mondiale che vive in una democrazia è passata dal 33 per cento a oltre il 55 per cento. Nello stesso arco di tempo la percentuale delle persone sottoalimentate è scesa dal 28 per cento a circa l’11 per cento. La mortalità nei primi cinque anni di vita è passata dal 36 per cento all’inizio del XX secolo al 4 per cento nel 2015. Nel contempo la percentuale degli adulti in grado di leggere e scrivere è aumentata in modo esponenziale, passando dal 21 per cento all’85 per cento28. Più di otto persone su dieci vantano ormai un accesso minimo all’elettricità, sette persone su dieci hanno accesso all’acqua potabile29 e quasi una persona su due utilizza Internet30. Grazie alla crescita sostenuta registrata dall’economia mondiale negli ultimi decenni, all’adozione di programmi sociali di portata nazionale (soprattutto nei Paesi a reddito medio) e anche all’aiuto pubblico allo sviluppo, la percentuale delle persone che vivono in estrema povertà31 è passata dal 41 per cento nel 1981 al 10 per cento nel 201532 (figura 1).
Figura1: Numero di persone che vivono in condizioni di estrema povertà (<1,90 USD/giorno), in milioni33
Sfide persistenti
Questa storia di successo ha anche un rovescio: la crescita economica è avvenuta in larga misura a scapito dell’ambiente. La biodiversità ha registrato una forte diminuzione e tra il 1960 e il 2014 le emissioni di CO liberate ogni anno nell’atmosfera sono passate da 9 a 36 miliardi di tonnellate34. Altre
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sfide persistenti sono rappresentate dai cambiamenti climatici, dal degrado delle risorse naturali o ambientali, dalla sicurezza alimentare, dalla gestione delle acque transfrontaliere, dalle epidemie, dai conflitti armati e dai diritti umani. Queste sfide potrebbero rimettere in causa alcuni progressi fatti sul fronte della riduzione della povertà.
Nonostante i notevoli progressi realizzati nella lotta contro la povertà, tutt’oggi una persona su dieci vive in condizioni di estrema povertà. Più della metà è localizzata nell’Africa subsahariana35. Dopo l’Asia orientale, anche l’Asia meridionale dovrebbe riuscire a eliminare quasi completamente la povertà estrema nell’arco del prossimo decennio.
28 Dalla democrazia all’alfabetizzazione: Hans Rosling, 2018, Factfulness e Our World in Data, 2019, ourworldindata.org
29 OMS, 2018, disponibile su: www.who.int > Health topics > Factsheets > Search: drinking water
30 Banca Mondiale, 2016, data.worldbank.org > Individuals using the Internet (% of population)
31 La definizione di povertà estrema viene regolarmente adeguata dalla Banca Mondiale all’evoluzione del costo della vita. Dal 2015 la povertà estrema designa ogni reddito inferiore a 1,90 USD al giorno (secondo il tasso PPP – parità di potere d’acquisto – del 2011, cioè un potere di acquisto di 1,90 USD negli Stati Uniti nel 2011). Esempio: le persone che vivono in condizioni di estrema povertà in genere non possiedono né mezzi di trasporto (bicicletta o simili) né letti e devono percorrere ogni giorno lunghe distanze a piedi per trovare acqua o legna.
32 Banca Mondiale, 2018, data.worldbank.org > Poverty headcount ratio at $1.90 a day (2011 PPP)
33 Banca Mondiale, 2018, blogs.worldbank.org > Bloggers > Divyanshi Wadhwa > Latest Posts > The number of extremely poor people continues to rise in Sub-Saharan Africa, while falling rapidly in all other regions
34 Banca Mondiale, 2018, data.worldbank.org/ > CO2 emissions (kt)
35 736 milioni di persone nel 2015, di cui 413 milioni nell’Africa subsahariana (su una popolazione di circa 1 miliardo di persone). Banca Mondiale, 2018, disponibile su: blogs.worldbank.org > Bloggers > Christoph Lanker > Latest Posts > Global poverty in 2015: PovcalNet’s new estimates and improved documentation Rapporto esplicativo concernente la cooperazione internazionale 2021-2024 (02.05.2019)