Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/32: Rapporto esplicativo sulla cooperazione internazionale 2021-2024 · 50 pagine

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soprattutto in Africa24. Quando non si parla di programmi specifici, ma dell’aiuto pubblico allo sviluppo di tutti i donatori messi assieme, è molto più difficile misurarne l’efficacia o l’effetto globale sulla crescita economica o sulla riduzione della povertà a lungo termine per i motivi esposti qui di seguito.

In primo luogo, l’aiuto pubblico allo sviluppo comprende diversi strumenti (cooperazione allo sviluppo, aiuto umanitario, promozione della pace, programmi ambientali ecc.), attuati in modo diverso dai Paesi donatori in contesti politici variegati. È chiaro che certi tipi di aiuto non mirano alla crescita economica, ma possono perseguire fini geopolitici o securitari. L’aiuto versato dalle grandi potenze occidentali allo Zaire durante la Guerra fredda mirava innanzitutto a impedire, per esempio, che Mobutu Sese Seko si lasciasse tentare ad aderire al blocco orientale. Non sorprende affatto che l’appoggio diretto a un regime autocratico non abbia condotto a una crescita economica. È tuttavia stato raggiunto l’obiettivo geopolitico. Più in generale, gli studiosi dimostrano che l’aiuto pubblico allo sviluppo versato ai membri non permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU è meno efficace di quello accordato ad altri Paesi in via di sviluppo, perché più subordinato a obiettivi geopolitici25. Per quanto concerne l’aiuto umanitario, esso non deve essere valutato in funzione del suo contributo alla crescita economica, dato che il suo obiettivo è salvare vite e alleviare sofferenze. La stessa logica si applica alla promozione della pace o ad alcuni programmi di sviluppo finalizzati alla tutela ambientale.

In secondo luogo, la definizione di aiuto pubblico allo sviluppo è molto ampia e va ben oltre la CI. Dal 1969 l’OCSE definisce le spese pubbliche che possono essere contabilizzate come aiuto pubblico allo sviluppo (APS). L’APS serve a misurare l’impegno dei Paesi donatori e a paragonare i vari impegni nazionali. I criteri in base ai quali una spesa rientra nell’APS vengono aggiornati regolarmente dai Paesi membri dell’OCSE e non coprono unicamente la CI (cap. 4.1.1). In particolare, dal 1992 è possibile imputare all’APS determinate spese sostenute per i profughi nei Paesi donatori. Sono oggetto di discussione anche le spese legate alla sicurezza e ai cambiamenti climatici.

In terzo luogo, benché un numero elevato di Paesi beneficiari registri una crescita economica promettente, non esiste una metodologia incontestata per determinare chiaramente quale percentuale di tale crescita sia attribuibile all’aiuto pubblico allo sviluppo. Inoltre gli effetti di certi tipi di aiuto pubblico allo sviluppo possono manifestarsi oltre un decennio dopo il loro versamento, il che rende ancora più difficile identificarli26.

Tenuto conto di queste difficoltà di misurazione, gli studi recenti parlano, a seconda del metodo applicato, di un effetto neutro, leggermente positivo o chiaramente positivo, dell’aiuto pubblico allo sviluppo sulla crescita economica nei Paesi beneficiari27.

1.2.3 Prospettive e sfide future L’importanza di un ordine internazionale stabile

Gli sconvolgimenti geopolitici degli ultimi anni rafforzano la tendenza all’instaurazione di un mondo multipolare con uno spostamento del potere economico e politico da ovest verso est, dovuto all’ascesa economica di vari Paesi asiatici. Gli Stati che privilegiano soluzioni negoziate sul piano bilaterale o un crescente protezionismo mettono sotto pressione il quadro normativo internazionale e il multilateralismo. La democratizzazione, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani sono spesso messi in discussione. Nel contempo si assiste a un rafforzamento delle istituzioni multilaterali regionali, all’assunzione di un ruolo crescente da parte di entità locali, quali le città, e alla nascita di nuovi movimenti di cittadini. La Svizzera non è una grande potenza né fa parte di una forte alleanza e non può pertanto prescindere dall’esistenza di mercati aperti e da un ordine internazionale fondato sul diritto e la cooperazione.

24 In particolare Easterly, 2006, The White Man’s Burden, Dambisa Moyo, 2009, Dead Aid e Angus Deaton, 2013, The Great Escape. L’economista Angus Deaton, che ha evidenziato i progressi realizzati dall’umanità nella lotta alla povertà e ai problemi di salute, ritiene che in alcuni casi gli aiuti possano minare il contratto sociale tra uno Stato e i suoi cittadini. Egli ritiene che se l’aiuto pubblico allo sviluppo rappresenta una percentuale troppo elevata del PIL di un Paese, il suo Governo si sente più riconoscente nei confronti dei donatori stranieri che della propria popolazione. Le sue critiche si concentrano quindi principalmente sul sostegno al bilancio accordato a governi inclini a privilegiare i loro «clienti politici». Ritiene pertanto che sia fondamentale sostenere lo Stato di diritto democratico, la partecipazione politica e la società civile, per consentire ai cittadini dei Paesi in via di sviluppo di far valere i loro diritti e contribuire alla realizzazione del contratto sociale.

25 Axel Dreher, Vera Eichenauer e Kai Gehring, 2018, «Geopolitics, Aid, and Growth: The Impact of UN Security Council Membership on the Effectiveness of Aid», The World Bank Economic Review, vol. 32, n. 2, pag. 268-286.

26 Michael Clemens, Steven Radelet, Rikhil R. Bhavnani, e Samuel Bazzi, 2011, «Counting chickens when they hatch: Timing and the effects of aid on growth», The Economic Journal, vol. 122, n. 561, pag. 590-617.

27 Steven Radelet e Ruth Levine in William Easterly (ed.), 2008, Reinventing Foreign Aid, p. 431 seg. Sebastian Galiani et al., 2017, «The effect of aid on growth: evidence from a quasi-experiment», Journal of Economic Growth, vol. 22, n. 1, pag. 1-33. Rapporto esplicativo concernente la cooperazione internazionale 2021-2024 (02.05.2019)