Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/71: Decreto federale che approva e traspone i regolamenti (UE) 2019/817 e 2019/818 sull'interoperabilità (sviluppo dell'acquis di Schengen) · 15 pagine
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nell’ordinanza di esecuzione degli atti delegati venga definita una ripartizione chiara dei ruoli e delle sfere di competenza. VD auspica che gli uffici cantonali della migrazione possano beneficiare di un accesso integrale alle nuove componenti introdotte con l’interoperabilità.
Risorse
AI, FR, GE, JU, LU, NE, OW, SH, SO, TI, VS, ZG e ASM rimarcano i costi supplementari e gli oneri aggiuntivi per le autorità cantonali. JU, OW e TI esprimono le proprie perplessità in merito. AI, LU, VS e ASM partono dal presupposto che il valore aggiunto dell’interoperabilità per la sicurezza sia comunque superiore. JU e TI esortano il Consiglio federale a fornire informazioni chiare ai Cantoni sull’entità dei costi e sui potenziali oneri aggiuntivi. OW e GE chiedono alla Confederazione sostegno finanziario oppure il versamento di indennità ai Cantoni.
TI e FR presumono che i costi per i Cantoni si limiteranno agli adeguamenti tecnici. FR ricorda che i Cantoni dovranno provvedere anche alla formazione del personale competente. GE evidenzia che con le informazioni disponibili attualmente non è ancora possibile effettuare una stima delle ripercussioni finanziarie e tecniche. SH osserva che i costi e gli oneri aggiuntivi per i Cantoni dovranno essere per quanto possibile limitati.
PLR e UDC auspicano che per i dibattiti parlamentari vengano fornite informazioni più precise in merito a fattibilità, attuazione e finanziamento dell’interoperabilità. L’UDC critica il fatto che nell’ambito della sua adesione a Schengen, la Svizzera recepisca una normativa senza che sia possibile stimare in maniera adeguata le ripercussioni finanziarie. Chiede pertanto di documentare costantemente gli oneri aggiuntivi degli sviluppi in modo tale che, in caso di ritardi del progetto, sia eventualmente possibile effettuare una nuova valutazione.
Il PSS critica la mancata distinzione tra diritti e doveri della Confederazione e dei Cantoni e il fatto che, in base alla pianificazione attuale, il Consiglio federale preveda il trasferimento unilaterale degli elevati costi di investimento alla Confederazione, sebbene i Cantoni dispongano di competenze importanti in materia di migrazione e sicurezza pubblica.
Attuazione giuridica
BL e SO evidenziano l’esigenza di intervenire sul piano legislativo cantonale così come la conseguente necessità di coordinamento e armonizzazione. Per la creazione delle basi giuridiche a livello cantonale, BL propone di utilizzare come base il modello del concordato di polizia della Svizzera nordoccidentale per lo scambio di dati di polizia tra i Cantoni. Con lettera del 6 novembre 2019 la CCPCS ha sottoposto alla CDDGP la medesima proposta. Anche NW appoggia la proposta.
OW rammenta che occorre tenere conto dei costi aggiuntivi che scaturirebbero per i Cantoni in seguito alle modifiche previste a livello di ordinanza.
VD parte dal presupposto che lo sviluppo dell’acquis di Schengen non avrà ripercussioni di alcun tipo sulla legislazione cantonale.
Piattaforma nazionale di ricerca
BL e SO evidenziano la necessità di creare una piattaforma nazionale di ricerca per agevolare lo scambio dei dati di polizia provenienti dai sistemi cantonali e nazionali. L’UDC accoglie la creazione di uno strumento nazionale di ricerca e rimanda alla mozione Eichenberger6 adottata da entrambe le Camere federali. Secondo SO, la necessità di legiferare a livello cantonale vale anche per il progetto di introdurre una piattaforma nazionale di ricerca. Anche in questo caso si potrebbe utilizzare il modello di concordato di polizia della Svizzera nordoccidentale proposto per l’interoperabilità.
6 Mozione 18.3592 «Scambio di dati di polizia su scala nazionale»