Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/71: Decreto federale che approva e traspone i regolamenti (UE) 2019/817 e 2019/818 sull'interoperabilità (sviluppo dell'acquis di Schengen) · 15 pagine
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L’OSAR chiede, tenendo conto del fatto che tale richiesta renderebbe necessario attuare modifiche delle norme presso Interpol, che al momento di trasporre l’interoperabilità nel diritto nazionale venga previsto per lo meno un attento controllo.
Abuso di dati da parte di terzi
AsyL, PSS e TG temono che vi sia un rischio maggiore di abuso di dati da parte di terzi (privati o Stati terzi, p. es. tramite attacchi di hacking). L’AsyL chiede di allestire chiari scenari di emergenza.
Margine d’errore
L’OSAR fa notare che potrebbero diffondersi informazioni errate a livello nazionale e internazionale per via della dimensione dei sistemi d’informazione collegati, del grado di utilizzo e del numero di Stati collegati. Ciò condurrebbe a un aumento notevole di falsi riscontri positivi compromettendo gravemente la tutela dei diritti fondamentali.
L’AsyL ritiene che il MID sollevi questioni piuttosto delicate. Nei regolamenti UE sull’interoperabilità non risulta chiaro come gestire le persone che dispongono legittimamente di più identità. L’AsyL prevede che il MID presenterà una percentuale di errore talmente elevata da non poter soddisfare le esigenze in materia di protezione dei dati e ritiene dunque che tale margine di errore è da considerarsi sproporzionato. L’OSAR chiede di inserire esplicitamente una clausola di salvaguardia per le persone che dispongono di più identità legittime. I soggetti particolarmente a rischio sono secondo l’OSAR le donne che cambiano il proprio cognome in seguito al matrimonio, persone con doppia nazionalità o persone con nomi molto comuni. Tali problemi potrebbero accentuarsi in particolare nel caso di cittadini di Stati terzi, specialmente per le persone provenienti da Paesi in cui la lingua ufficiale non è scritta con l’alfabeto latino e i cui nomi devono essere traslitterati nelle banche dati dell’UE.
Limitazione delle finalità
AsyL e OSAR criticano il fatto che con il collegamento delle banche dati viene meno il principio della limitazione delle finalità dei diversi sistemi. L’interoperabilità consentirebbe di utilizzare i dati per nuovi scopi per i quali non erano stati previsti originariamente.
Secondo il PSS, i criteri vaghi menzionati nell’articolo 20 dei regolamenti UE sull’interoperabilità potrebbero condurre a consultazioni di routine, il che andrebbe contro il principio della limitazione delle finalità.
Sanzioni
L’AsyL ritiene che le multe previste in caso di violazioni della protezione dei dati siano sanzioni troppo poco severe rispetto alla gravità della violazione. Occorrerebbe dunque sancire per legge la possibilità di comminare una pena più severa.
Dotazione di risorse alle autorità di controllo sulla protezione dei dati
Privatim, OSAR, USS e SO evidenziano che le autorità di controllo nazionali e cantonali sulla protezione dei dati dovranno assumere compiti supplementari e che pertanto la Confederazione e i Cantoni dovranno fare in modo che vengano fornite loro le risorse necessarie. Privatim chiede che le risorse necessarie siano indicate al numero 6.3 del rapporto esplicativo.
2.3.4 Stigmatizzazione e discriminazione di cittadini di Stati terzi
AsyL, OSAR, USS e PSS vedono nel progetto un ulteriore passo verso la discriminazione, la disparità di trattamento e la stigmatizzazione di cittadini di Stati terzi rispetto ai cittadini UE/AELS, in particolare attraverso l’uso sistematico di dati biometrici. Il PSS chiede di presentare le cifre che quantifichino l’entità della frode di identità da parte di cittadini di Stati terzi.