Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/87: Approvazione e trasposizione nel diritto svizzero di due accordi con l'Unione europea concernenti Prüm ed Eurodac nonché dell'Accordo con gli Stati Uniti d'America sul potenziamento della cooperazione nella prevenzione e nella lotta ai reati gravi · 52 pagine

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termini, per ogni confronto occorre presentare una richiesta separata presso il singolo Stato interessato/prescelto. I principali limiti di tale prassi sono rappresentati dagli oneri amministrativi legati all’ottenimento dei pertinenti dati personali nonché dalla lentezza delle risposte.

L’automatizzazione dei confronti tramite i sistemi Prüm e PCSC ha gli effetti seguenti:

- le autorità di perseguimento penale possono confrontare più facilmente ed efficacemente i dati biometrici con tutti gli Stati europei e gli Stati Uniti, il che si ripercuote positivamente sul numero di riscontri positivi ottenuti;

- la Svizzera partecipa nuovamente a pieno titolo allo scambio di dati biometrici a livello europeo. Infatti, per via delle risorse limitate in termini di personale, gli Stati partecipanti alla cooperazione Prüm danno già attualmente priorità alle richieste pervenute tramite questo sistema rispetto a quelle pervenute tramite il canale Interpol. Alcuni Stati Prüm tendono persino a non dar alcun seguito a tali richieste o a rispondervi soltanto dopo continui solleciti;

- i tempi di risposta riguardo all’esistenza di un riscontro positivo sono più brevi, il che consente di risolvere più rapidamente le indagini di polizia giudiziaria. La richiesta di dati personali agli Stati interessati può essere dunque formulata in modo più mirato;

- i legami esistenti tra le reti criminali possono essere individuati in maniera più efficace.

È previsto pertanto un aumento dell’attività di confronto dei dati biometrici da parte delle autorità di perseguimento penale svizzere ed estere finalizzata a risolvere i casi pendenti e, conseguentemente, dei riscontri positivi. Il trattamento di tali riscontri genererà, a sua volta, una maggiore mole di lavoro che non potrà essere gestita senza l’ausilio di risorse supplementari. Queste ultime saranno chiamate a verificare manualmente i riscontri positivi, a procedere alla richiesta o a trasmettere i dati personali collegati a tali riscontri. Questi effetti positivi contribuiranno a rafforzare la nostra sicurezza interna.

Sulla base delle esperienze maturate dagli Stati coinvolti nel programma Prüm Plus (Austria, Paesi Bassi, Germania e Francia), in particolare riguardo alla quota di riscontri positivi e ai contingenti stabiliti per lo scambio di impronte digitali, e tenendo conto delle potenziali sinergie tra i diversi sistemi, secondo le stime attuali emerge un fabbisogno per fedpol pari a sette posti permanenti (7 FTE o 1,19 mio. CHF all’anno) a partire dal 2024. Occorrerà inoltre concedere 4,5 posti temporanei (4.5 FTE o 0,765 mio. CHF all’anno) per la durata di due anni (2024-2025). Questi ultimi saranno adibiti allo scambio di tracce di DNA sotto forma di pacchetti di dati. Tale scambio rappresenta una tappa indispensabile per poter procedere al confronto automatizzato di profili del DNA.

Per quanto concerne il confronto nella banca dati Eurodac, anche la SEM dovrà far fronte a una maggiore mole di lavoro, in particolare nel trattare le richieste complementari indirizzate agli specialisti dei documenti d’identità nonché per la trasmissione agli Stati esteri dei dati personali dei richiedenti contenuti nel sistema