Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/22: Modifica dell'ordinanza sulla caccia (OCP) · 68 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la modifica dell’ordinanza sulla caccia – Versione per la prima consultazione degli uffici
danno di 15 animali da reddito, come previsto dalla legislazione in vigore, e le mani delle autorità erano quindi legate. Un’altra possibilità è ora che un solo lupo predi animali da reddito su un pascolo che nell’ambito della consulenza sulla protezione del bestiame il Cantone ha giudicato irragionevole da proteggere. Ciò significa che, secondo il Cantone, non è considerato ragionevole né l’uso di recinti di protezione del bestiame né l’impiego di cani da protezione del bestiame ufficiali e che non esistono misure operative ragionevolmente esigibili che consentano di proteggere il pascolo. Poiché, in base al principio di proporzionalità, non esistono misure più blande per evitare danni su tali pascoli, l’abbattimento di questo lupo può essere direttamente evitato come misura successiva per evitare danni al fine di proteggere gli animali da reddito che vi pascolano. Tuttavia, il perimetro di abbattimento è limitato al pascolo in pericolo (cfr. cpv. 7) e al periodo di presenza degli animali da reddito sullo stesso.
Capoverso 3: la legge sulla caccia riveduta ha aggiunto la possibilità per le autorità di adottare misure individuali contro singoli animali cacciabili o protetti, oltre ai fatti del danno, il pericolo per l’uomo (e il disturbo comportamentale cfr. cpv. 4). In questo capoverso si concretizza il pericolo per l’uomo da parte di un singolo lupo. Un lupo sarebbe considerato come concretamente pericoloso se si pone in modo aggressivo nei confronti dell’uomo, cioè se gli ringhia contro se lo affronta all’aperto, salta o morde, senza che l’uomo abbia prima limitato la libertà di movimento dell’animale.
Capoverso 4: nella revisione della legge sulla caccia, il Parlamento ha introdotto il reato di disturbo comportamentale come motivo per adottare misure individuali contro singoli animali selvatici protetti o cacciabili, oltre a danneggiare e mettere in pericolo l’uomo. Il presente capoverso concretizza il disturbo comportamentale di un lupo, oltre a quanto detto in merito all’articolo 9a capoverso 2. Per quanto riguarda i disturbi comportamentali, vale il commento alla modifica del 15 luglio 2015 dell’ordinanza sulla caccia, secondo cui i lupi possono sempre presentarsi nel nostro paesaggio rurale in prossimità dell’uomo, soprattutto se le loro prede (caprioli, cervi, camosci, ecc.) si trovano ad altitudini inferiori e in prossimità di insediamenti in inverno. I lupi seguono quindi la posizione degli animali selvatici. Per questo motivo gli incontri tra lupi e umani sono sempre più frequenti. Spesso questi incontri non sono problematici, in quanto il lupo cambia strada quando vede un uomo e non gli presta attenzione o, comunque, lo fa solo per un breve istante e poi si allontana. Il comportamento del lupo è giudicato problematico o addirittura disturbato in particolare se il lupo inizia a mostrare un «interesse mirato nei confronti dell’uomo o del suo cane da compagnia, il lupo non evita più le persone, si avvicina o le segue di proposito, può essere allontanato solo con difficoltà o si sposta nel suo nascondiglio sotto un edificio utilizzato dagli esseri umani. Tale mancanza di timore è considerata l’inizio di uno sviluppo problematico, anche se questo comportamento di per sé non sembra ancora essere direttamente pericoloso. Tuttavia, è l’inizio di un avvicinamento inaccettabile nei confronti degli esseri umani o dei loro insediamenti. Anche se non è chiaro in quale momento un comportamento del genere potrebbe degenerare in un pericolo diretto per gli esseri umani, occorre comunque evitarlo. Per questo motivo gli esperti di lupi raccomandano anche agli Stati di rimuovere i lupi se non sono abbastanza timorosi nei confronti degli esseri umani. Si ritiene che i lupi abbiano disturbi comportamentali quando iniziano a mostrare un’eccessiva vicinanza all’uomo e in particolare un comportamento diretto verso l’uomo7. Sarebbe particolarmente problematico un lupo che invadesse le stalle vicine agli edifici abitati per poi predare gli animali da reddito. Il bestiame nelle stalle è generalmente considerato protetto e le stalle all’aperto includono anche i cortili prospicenti. L’elettrificazione delle griglie metalliche che delimitano questi cortili è generalmente vietata per motivi di protezione degli animali (art. 35 cpv. 1 e 5 OPAn). Tale intrusione nelle stalle è stata dimostrata per esempio nel 2017 per il lupo M75 o nel 2020 per il lupo M109. Un altro disturbo comportamentale è quando un lupo sposta la propria tana in un edificio utilizzato tutto l’anno. Si considerano avere disturbi comportamentali anche i lupi che cacciano animali all’interno di insediamenti. Il termine insediamento è da intendersi in questo caso nel senso di città e di
7 Linnell, John D.C. et. al., 2002: “The fear of wolves: A review of wolf attacks on humans”. NINA Trondheim. 34 153-00010/00001/00085/00006/T194-0066