Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/5: Legge federale sulla riduzione dei rischi associati all'uso di pesticidi · 68 pagine
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Soluzione transitoria come il WWF?
PES, PSS, WWF, Pro Natura, Bioterra CH, BirdLife, Vogelwarte, NF CH, FSFP, USS, COOP, Migros, CISA, IG D, AWBR, VSA, VKMB, WVS: favorevoli alla proposta di minoranza.
La proposta di maggioranza è insoddisfacente. Non è possibile raggiungere l’obiettivo dello schema di riduzione con un metodo qualsiasi. Servono uno o più indicatori scientificamente fondati che calcolano il rischio in funzione sia dell’impiego di PF (ossia della superficie trattata) sia della tossicità del principio attivo. Tutto il resto è inaccettabile dal punto di vista tecnico.
I provvedimenti atti a ridurre i rischi, come ad esempio distanze dalle acque superficiali o ugelli d’irrorazione speciali, di per sé non devono essere considerati in alcun caso una riduzione del rischio. Ciò potrebbe avvenire con il termine «metodo» utilizzato nella proposta di maggioranza. Nel suo rapporto (cfr. pag. 21) la Commissione conferma i nostri timori: «[Gli indicatori] saranno inoltre in grado di rappresentare (…) l’attuazione di ulteriori provvedimenti atti a ridurre i rischi (ad es. condizioni di utilizzo)». Un indicatore deve tuttavia essere uno strumento scientifico preciso fondato su dati precisi, rilevati sul posto. Il suo obiettivo deve essere calcolare il rischio e non rappresentare provvedimenti.
Spiegazioni relative all’indicatore
Per poter verificare la riduzione progressiva dei rischi associati all’uso di pesticidi (secondo il cpv. 1), serve un valore di riferimento del rischio (anni 2012 -2015). Successivamente è necessario controllare costantemente il grado attuale di raggiungimento dell’obiettivo. Ai fini del controllo servono uno o più indicatori del rischio con valori da calcolare e pubblicare annualmente. L’importante è la definizione del rischio; in tossicologia il rischio è per definizione il rapporto tra tossicità ed esposizione (= la concentrazione e la durata con cui gli organismi nell’ambiente entrano in contatto con il principio attivo). Dal punto di vista scientifico, pertanto, il rischio è riducibile esclusivamente mediante un’esposizione limitata o una tossicità minore. Gli indicatori devono quindi fondarsi assolutamente su questi due elementi. Dal profilo tossicologico, l’esposizione è opportunamente calcolata in base al numero di superfici trattate. Questo metodo di calcolo è molto più adeguato di quello basato sul volume delle vendite proposto dalla Commissione nel suo rapporto (cfr. pag. 21). Infatti, più grandi sono le superfici trattate, più probabile è che gli organismi entrino in contatto con il principio attivo e, di conseguenza, l’esposizione è maggiore.
Per calcolare il rischio sulla scorta di indicatori del rischio adeguati servono dati precisi sulla tossicità e sull’esposizione. Ciò significa che si deve sapere cosa viene applicato, dove e a quale dosaggio. La proposta di minoranza prevede che il Consiglio federale metta a punto un sistema d’informazione centrale adeguato e quello proposto nell’articolo 165fbisè un’ottima soluzione.
Per stabilire uno o più indicatori, il Consiglio federale dovrebbe avvalersi dell’esperienza di un comitato scientifico (p.es. composto da ricercatori dei politecnici federali) onde garantire che gli obiettivi e i metodi di calcolo sono all’avanguardia.
Dal profilo tossicologico, la proposta di minoranza è necessaria affinché il rischio possa essere calcolato in maniera per quanto possibile precisa e quindi per garantire che lo schema di riduzione possa effettivamente limitare il rischio per gli esseri umani, gli animali e l’ambiente.
Soluzione transitoria