Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/71: Disposizioni d'esecuzione relative alla modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (Ulteriore sviluppo dell'AI) · 96 pagine

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Lettera c (affezioni prenatali e perinatali): AG propone di stralciare «al più tardi sette giorni» [dopo la nascita] perché ritiene incomprensibile la scelta di fissare un termine di sette giorni.

Lettera d (affezioni che compromettono la salute): Procap come pure IH e altri rilevano che il termine «danni mentali» è superato e chiedono che venga sostituito con «danni cognitivi» e che nella definizione vengano menzionati anche i danni «psichici» Secondo AllKids la definizione proposta è troppo restrittiva, in quanto non considera i danni alla salute psichica e i disturbi funzionali.

Lettera e (cure di lunga durata): secondo BS, CDS e UCS la definizione proposta è arbitraria e non sufficientemente motivata, mentre secondo TI non è corretta. Procap come pure IH e altri chiedono di rinunciare alla durata di un anno, in quanto il requisito relativo alla durata del trattamento è troppo poco flessibile e deve sussistere la possibilità di valutare il singolo caso. Una durata predefinita impedisce di fatturare all’AI provvedimenti sanitari che sarebbero di durata inferiore (p. es. intervento per la scogliosi) ma avrebbero un influsso sulla futura integrazione. L’ufficio AI competente deve poter procedere a una valutazione del singolo caso. Per questo motivo la definizione andrebbe completata con l’aggiunta della locuzione «di regola». Dal canto loro, ProRaris, RDAF, iph e VIPS invocano gli attuali sviluppi nel settore della terapia genica che potrebbero consentire di applicare terapie uniche potenzialmente curative con risultati di lunga durata e propongono quindi di stralciare o di precisare la lettera e. AllKids è del parere che la legge non offra alcun punto di riferimento per la fissazione dei limiti temporali delle cure e che il Consiglio federale abbia oltrepassato le proprie competenze fissando la durata a più di un anno e creato un criterio che esula dal tenore del testo di legge.

Lettera f (cure complesse): BE, BS, VD, TI, CDS e UCS ritengono che la definizione proposta sia arbitraria e non sufficientemente motivata. Nell’ordinanza, la precisazione dei criteri previsti dalla legge dovrebbe essere più circostanziata o allora bisognerebbe rinunciarvi, in modo da permettere all’ufficio competente di effettuare una valutazione adeguata del singolo caso. BS chiede di riformulare la disposizione con il coinvolgimento del corpo medico, richiesta avanzata peraltro anche da IH e altri. Secondo AG è indispensabile aggiungere chiarimenti nel rapporto esplicativo; iph e VIPS ritengono la disposizione inadeguata. Per mfe occorre introdurre nella definizione anche l’interazione con specialisti di altre professioni sanitarie, in modo tale che la nozione di «ambito specialistico» possa essere estesa anche a fisioterapisti, nutrizionisti o infermieri specializzati. Swiss Orthopaedics rileva che un trattamento può essere complesso perché coinvolge diversi specialisti o perché presuppone esigenze particolari a livello di conoscenze e di infrastruttura. È inoltre del parere che il termine «ambito specialistico» non sia chiaro e che grazie al progresso e alle moderne tecniche sia possibile procedere a una correzione attraverso un’unica procedura combinata effettuata da un solo medico altamente specializzato. Fa peraltro notare che vi può essere un’interazione di tre ambiti specialistici già in casi semplici e che la limitazione rigida a tre discipline va ridiscussa in particolare per quanto riguarda la pediatria e la medicina dell’adolescenza, dove gli ambiti specialistici sono meno differenziati rispetto alla medicina dell’adulto. Secondo unimedsuisse e AllKids un trattamento può essere complesso anche se interviene un unico esperto altamente specializzato. Inoltre, nel caso delle malattie rare, le cure andrebbero generalmente considerate complesse. L’associazione Kosek auspica una definizione multidimensionale che rispecchi tale complessità, che andrà elaborata d’intesa con i rappresentanti delle cure specializzate.

Lettera g (affezioni curabili): ASPS e Spitex Svizzera chiedono di precisare la lettera g aggiungendo che nel concetto di curabilità rientrano anche l’attenuazione di sintomi gravi, e quindi il miglioramento della qualità di vita, nonché la prevenzione di eventuali complicazioni.

Altre richieste: diversi partecipanti (p. es. BE, AG, ma anche Procap, IH e altri, SGNP, SACD) auspicano che il criterio della gravità («presentano una certa gravità») di cui all’articolo 13 capoverso 2 lettera b LAI venga precisato nell’ordinanza. Altri (AGILE, graap e hiki) suggeriscono l’aggiunta di una lettera che menzioni i disturbi congeniti dello sviluppo e delle funzioni