Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/71: Disposizioni d'esecuzione relative alla modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (Ulteriore sviluppo dell'AI) · 96 pagine
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3.9 Pareri in merito al blocco tematico 9: altre misure della riforma Ulteriore sviluppo dell’AI
3.9.1 In generale
Il blocco tematico 9 include adeguamenti di ordinanze correlati alla revisione della LAI che non presentano però un minimo comun denominatore. Pertanto si rinuncia a una sintesi relativa all’intero blocco tematico.
3.9.2 In dettaglio
Convenzioni di collaborazione con le associazioni mantello del mondo del lavoro (art. 98ter e 98quater AP-OAI)
In merito alle convenzioni di collaborazione si sono espressi 38 partecipanti alla consultazione, di cui 23 si associano al parere di IH oppure a quello dell’Associazione Cerebral Svizzera, che a sua volta si rifà alla presa di posizione di IH. IH sottolinea che gli obiettivi d’integrazione possono essere completamente raggiunti soltanto se l’assunzione di persone con disabilità diventa vincolante per i datori di lavoro sia pubblici sia privati, cui andrebbe imposto un obbligo d’impiego. La stessa richiesta viene espressamente avanzata anche da AGILE, IS, IPT, Profil e IDA Sozialversicherungen, che deplora che la Confederazione, e in particolare il Parlamento, abbia rinunciato, a differenza di quanto avvenuto ad esempio in Germania e in Austria, a imporre condizioni chiare alle PMI e alle imprese più grandi per quanto concerne la permanenza e la reintegrazione nel mercato del lavoro delle persone uscite dal processo lavorativo. A proposito delle quote e del crescente consenso nei loro confronti, Travail.Suisse afferma che per la medesima e per INSOS è cruciale che la questione dell’integrazione venga affrontata in maniera vincolante dalle parti sociali in collaborazione con le associazioni dei disabili. Sotto ogni punto di vista, le soluzioni concordate tra le parti sociali risultano molto più promettenti delle quote, sia per i datori di lavoro che per i lavoratori. Per Travail.Suisse, la formulazione dell’articolo 98ter AP-OAI dovrebbe però essere molto più vincolante. Travail.Suisse e USS auspicano inoltre la convocazione di un incontro tra tutte le associazioni mantello delle parti sociali per fare un’analisi riguardo a possibili progetti congiunti per l’integrazione delle persone con disabilità.
CURAVIVA e INSOS negano l’esistenza di ostacoli tecnici od organizzativi che impediscano la conclusione di convenzioni con attori non presenti in tutto il Paese e considerano questa limitazione addirittura come una violazione del principio di legalità. Pertanto entrambe le organizzazioni chiedono lo stralcio dell’articolo 98ter capoverso 2 AP-OAI. CURAVIVA e INSOS ritengono altresì che le convenzioni di collaborazione dovrebbero avere un carattere più vincolante. Per accrescere l’efficacia di questo strumento di partenariato sociale, le due organizzazioni auspicano che l’UFAS accompagni il relativo processo nei singoli casi. Travail.Suisse e INSOS propongono che le convenzioni di collaborazione vengano concluse da almeno un’associazione dei lavoratori e una dei datori di lavoro.
In linea generale, l’ASE sostiene espressamente le convenzioni di collaborazione. Per CURA-VIVA, l’attribuzione della responsabilità per la conclusione di convenzioni di collaborazione al DFI e dei relativi compiti amministrativi e operativi all’UFAS è opportuna e giuridicamente lecita; inoltre (come INSOS) approva il previsto obbligo di consultare preventivamente la Commissione federale AVS/AI. Secondo INSOS, l’applicabilità della legge sui sussidi garantisce che gli aiuti finanziari vengano utilizzati in maniera conforme allo Stato di diritto. Anche il Netzwerk Enthinderung plaude alle disposizioni in questione, ma sottolinea che occorre evitare il sovvenzionamento trasversale delle associazioni a scapito delle persone con disabilità e dell’AI, e auspica una collaborazione con le associazioni e organizzazioni dell’ambito delle risorse umane. L’USI si rallegra del fatto che le disposizioni dell’ordinanza lascino ai datori di lavoro sufficiente libertà per quanto concerne le convenzioni di collaborazione e chiede che