Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/72: Legge federale concernente l'impiego di mezzi elettronici nell'amministrazione per l'adempimento dei compiti delle autorità · 68 pagine

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sviluppo e creazione dei software, quando possibile e opportuno, dovrebbero sempre essere preferite le soluzioni open source. All’interno della legge dovrebbero quindi essere inseriti altri due principi volti alla promozione delle «soluzioni aperte»:

1.) Bisognerebbe prevedere che, quando possibile, le applicazioni per gli smartphone («app») pensate per il pubblico evitino di fare ricorso a componenti closed source.

2.) Sarebbe opportuno che, quando possibile, queste app potessero essere ottenute non soltanto tramite le piattaforme di app dei grandi colossi della tecnologia.

Alternative Linke Bern ritiene che sia sbagliato affermare che l’avamprogetto non prevede alcuna disposizione in merito all’acquisto e all’utilizzo di tale software (come riportato a pag. 17 del rapporto esplicativo). Pertanto propone di inserire quanto segue prima dell’articolo 10 LMeCA:

«1aQuando acquistano o fanno ricorso a beni e servizi ai sensi delle disposizioni della Confederazione in materia di appalti pubblici, le autorità federali assoggettate alla

presente legge devono, se possibile e opportuno, aggiudicare la commessa agli offerenti di software open source.»

Alternative Linke Bern sostiene inoltre che l’articolo 10 disciplini in modo esaustivo le modalità con cui le autorità federali assoggettate alla LMeCA possono concedere in licenza i software da loro sviluppati secondo gli standard OSS per lo svolgimento dei loro compiti. Per raggiungere l’obiettivo, però, sarebbe necessario un orientamento strategico agli OSS anche per quanto riguarda gli acquisti e l’utilizzo di software, non soltanto le licenze. Il problema dei software non OSS (quindi proprietari) sarebbe il loro modello di licenza. Oltre ai normali costi per le prestazioni, i modelli di licenza proprietari devono tenere conto anche dei costi di riproduzione e utilizzo dei software e dei componenti commerciali (library), delle interfacce o dei servizi. Adottando quindi modelli di licenza del software proprietari, si potrebbe rischiare di limitare le possibilità delle autorità federali di mettere a disposizione i loro software senza il pagamento di licenze ai sensi

dell’articolo 10. In conformità alla normativa in materia di appalti pubblici menzionata nel rapporto esplicativo, in base alla quale «si aggiudica la commessa l’offerente che ha presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa», sarebbe opportuno includere nel calcolo anche i maggiori costi sostenuti per l’acquisto iniziale della licenza del software proprietario. Di conseguenza sarebbe errato partire dal presupposto che «non fa alcuna differenza se si tratta di un software open source o proprietario» perché da un lato i modelli di licenza proprietari limitano naturalmente i modelli di licenza utilizzabili dalle autorità assoggettate alla LMeCA e, dall’altro, i software proprietari causano in seconda battuta costi potenzialmente maggiori. Pertanto si dovrebbe dare la precedenza ai

software open source non soltanto in fase di acquisizione delle licenze, ma già al

momento dell’acquisto e dell’utilizzo.

I rappresentanti della società civile digitale (Opendata.ch, CH++, CH Open, Digitale Gesellschaft) e il PLR ritengono che le formule adottate nella presente versione non vadano molto lontano. A loro avviso le formule potestative proposte non sono sufficienti. Il capoverso 1 dovrebbe essere così modificato:

«1 Le autorità federali assoggettate alla presente legge mettono a disposizione (...) i software...»

Eventuali deroghe a questo principio potrebbero essere concesse dal dipartimento responsabile nel caso sia reso necessario dal segreto d’ufficio, ai fini della sicurezza nazionale o per altri fattori legittimi di importanza maggiore. In questo modo anche per i software varrebbe il principio di «open by default» sancito all’articolo 11. In alternativa si potrebbe fare ricorso a un obbligo di valutare le alternative open source, purché questo sia sufficientemente vincolante.

I rappresentanti della società civile digitale (Opendata.ch, CH++, CH Open, Digitale Gesellschaft, digitalswitzerland) e il Partito Pirata ritengono inoltre necessario che nell’articolo 10 venga affrontato il tema degli appalti. Secondo loro, da un lato sarebbe opportuno inserire in modo vincolante il principio di «open by default» tra i criteri di aggiudicazione. Dall’altro, l’esperienza pratica dimostra che la questione dell’open source è un aspetto a cui si deve comunque prestare la dovuta attenzione quanto prima per poter