Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/123: Revisione della legge sul CO2 · 60 pagine

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3. In primo piano viene posta la riduzione delle emissioni sul territorio nazionale.

4. La riduzione delle emissioni avviene lungo l’intera catena di creazione del valore.

5. Tutti i vettori energetici vengono utilizzati in modo parsimonioso e mirato, tenendo conto delle loro possibilità di utilizzazione ottimali.

6. In tutti gli ambiti rilevanti per il clima, la Confederazione e i Cantoni impostano le proprie attività di pianificazione puntando all’obiettivo di emissioni nette pari a zero.

7. La transizione verso emissioni nette pari a zero avviene in modo socialmente sostenibile.

8. La transizione verso emissioni nette pari a zero avviene in modo economicamente sostenibile.

9. La transizione verso emissioni nette pari a zero migliora al tempo stesso la qualità ambientale.

10. La strategia climatica a lungo termine si basa sul principio dell’apertura alla tecnologia.

Partendo dalle Prospettive energetiche 2050+, nella sua strategia climatica a lungo termine il Consiglio federale ritiene che il settore degli edifici e i trasporti possano ridurre a zero le emissioni da fonti fossili entro il 2050. Anche nell’industria è praticamente possibile eliminare tutte le emissioni dovute al consumo di energia. Occorre inoltre sfruttare il potenziale di riduzione presente nella filiera agroalimentare. Infine, anche il trasporto aereo internazionale dovrà fornire un contributo al raggiungimento dell’obiettivo, in particolare attraverso l’utilizzo di carburanti sostenibili rinnovabili e di sistemi di propulsione alternativi. Nel complesso, secondo la strategia climatica a lungo termine è possibile entro il 2050 ridurre le emissioni di gas serra a circa 11,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, sostituendo i combustibili e i carburanti fossili e aumentando l’efficienza. Questo scenario corrisponde a una riduzione del 79 per cento rispetto alle emissioni di gas serra del 2018, considerando anche il trasporto aereo internazionale.

Restano emissioni residue difficilmente evitabili in particolare nell’incenerimento di rifiuti, nella produzione agricola di derrate alimentari e nei processi industriali propri. Nella produzione di cemento, ad esempio, vengono prodotte emissioni geogene dovute ai processi chimici. Per eliminare anche le emissioni residue e generare emissioni negative a lungo termine, è necessario utilizzare tecnologie di cattura e stoccaggio del CO2 (Carbon Capture and Storage, CCS) direttamente negli impianti e tecnologie a emissioni negative. Nel 2050, con le tecnologie CCS, si potrebbero prevenire emissioni pari a circa 5 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti da fonti fossili e geogene. Oltre alla riduzione delle emissioni di gas serra attraverso la sostituzione dei combustibili fossili e l’aumento dell’efficienza, negli altri settori si ha una riduzione totale delle emissioni di quasi il 90 per cento rispetto al 1990.

Le emissioni di gas serra residue – in totale quasi 7 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti

– devono essere catturate dall’atmosfera con le tecnologie a emissioni negative. Qualora nel 2050 ci fossero ancora emissioni residue del trasporto aereo internazionale, aumenterebbe di conseguenza il bisogno di emissioni negative.

2.3.5 Adattamento al cambiamento climatico

Le temperature in questo Paese stanno aumentando il doppio rispetto alla media globale. La Svizzera è quindi particolarmente chiamata ad adattarsi alle conseguenze del cambiamento climatico. Già nel marzo 2012, il Consiglio federale ha adottato la strategia «Adattamento ai cambiamenti climatici in Svizzera» (Strategia di adattamento). Stabilisce il quadro per un approccio coordinato all’adattamento ai cambiamenti climatici in Svizzera. La strategia descrive le sfide intersettoriali dovute al cambiamento climatico - aumento dello stress da calore, della siccità, del rischio di inondazioni, diminuzione della stabilità dei pendii e aumento dei movimenti di versante, cambiamenti negli habitat, nella composizione delle