Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/123: Revisione della legge sul CO2 · 60 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 15Fedlex · Rapporto esplicativo
3 Contenuto del progetto posto in con-
sultazione
3.1 Obiettivi di riduzione
Il presente progetto di legge riprende gli obiettivi che la Svizzera si è impegnata a raggiungere con l’Accordo di Parigi: entro il 2030 le emissioni di gas serra della Svizzera dovranno essere perlomeno dimezzate. Inoltre, esse dovranno essere diminuite in media sul periodo 2021-2030 di almeno il 35 per cento rispetto al 1990. L’obiettivo medio garantisce la costante diminuzione delle emissioni di gas serra e obbliga a colmare le lacune nella loro riduzione. In primo piano sono poste le riduzioni in Svizzera, mentre i provvedimenti all’estero devono poter essere utilizzati nella misura in cui ciò sia necessario per il raggiungimento degli obiettivi. Si aspira a un rapporto Svizzera-estero di 60:40, come già proposto dal Consiglio federale nel messaggio del 1° dicembre 2017 concernente la revisione totale della legge sul CO29. Un aumento della quota nazionale al 75 per cento, come stabilita dal
2
Parlamento anche con la revisione parziale volta a prorogare la legge fino alla fine del 2024, richiederebbe misure di riduzione supplementari.
Il Consiglio federale persegue un obiettivo zero netto entro il 2050. Questa decisione del 19 agosto 2019 è stata da lui ribadita con il messaggio concernente l’iniziativa popolare «Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)» e il controprogetto diretto30. L’obiettivo zero netto sarà inserito nell’articolo sullo scopo insieme agli altri obiettivi dell’Accordo di Parigi, senza tuttavia menzionare un anno specifico.
3.2 Provvedimenti nel settore degli edifici
La tassa sul CO2 applicata a combustibili quali l’olio da riscaldamento e il gas naturale viene mantenuta con un’aliquota massima di 120 franchi per tonnellata di CO2, che sarà valida dal 1° gennaio 2022. Proseguirà invariato anche il Programma Edifici della Confederazione e dei Cantoni, per il quale è al momento messo a disposizione un massimo di 420 milioni di franchi provenienti dalla tassa sul CO2. Questo importo massimo corrisponde in linea di principio a quanto disciplinato nella legge sul CO2 (al massimo 450 milioni di franchi l’anno meno 30 milioni di franchi l’anno per l’utilizzo diretto di geotermia per la generazione di calore). L’importo di promozione suggerito si basa sui bilanci dei Cantoni previsti. Esso si compone di un contributo di base pro capite e di un contributo complementare. Il contributo complementare non può superare il doppio del budget cantonale, che il Cantone ha approvato per il suo programma.
Si stima che, attualmente, in tutta la Svizzera siano ancora in funzione, solamente negli edifici abitativi, 900 000 riscaldamenti alimentati a combustibili fossili e 150 000 riscaldamenti elettrici fissi a resistenza. La durata di vita media di un impianto di produzione di calore alimentato a combustibili fossili è di circa 20 anni. Affinché entro il 2050 il parco edifici sia esente da emissioni di CO2, negli edifici abitativi occorrerebbe sostituire ogni anno circa 30 000 riscaldamenti alimentati a combustibili fossili con sistemi di riscaldamento alimentati da energie rinnovabili. Le misure esistenti non sono sufficienti a tal fine, come si evince da uno studio di Infras (2020)31 commissionato dalla città di Zurigo. Al momento nell’ambito del Programma Edifici sono sostituiti in Svizzera circa 12 500 impianti di riscaldamento. Per tale motivo, il Consiglio federale vorrebbe mettere più soldi a disposizione per un periodo
29 FF 2018 197
30 FF 2021 1972
31 INFRAS & Quantis, 2020: Netto-Null Treibhausgasemissionen Stadt Zürich.