Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/35: Diritto della protezione degli adulti – Modifica del codice civile · 71 pagine
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e nel diritto della protezione dei minori e degli adulti in cui la presunzione di vicinanza fondata sulla parentela è confutabile.
La nozione della persona vicina risulta quindi dallo specifico contesto del diritto della protezione dei minori e degli adulti. Il suo significato va stabilito in modo autonomo nel diritto della protezione dei minori e degli adulti in cui, diversamente dal diritto processuale civile, non ci si basa sulla relazione formale con l’interessato (p. es. matrimonio o parentela) ma sull’effettivo rapporto di vicinanza. L’autorità di applicazione del diritto deve esaminare il caso concreto e decidere se una persona è considerata come vicina ai sensi della legge. A tal fine occorre basarsi sulla giurisprudenza del Tribunale federale in merito all’articolo 397d capoverso 1 vCC96 e all’articolo 450 capoverso 2 numero 2 CC.
Prima del 2013 il Tribunale federale faceva rientrare nella nozione le persone che conoscono bene l’interessato per parentela o amicizia o per la loro funzione o attività professionale (medico, assistente sociale, prete o pastore ecc.) e sono pertanto idonei a salvaguardare gli interessi dell’interessato97. In questo senso una persona vicina può essere anche l’amico fidato ma anche l’insegnante, il pastore, il medico, lo psicologo, l’animatore giovanile o l’assistente sociale se ha stretti contatti professionali con la persona internata98. Questi principi sono stati ulteriormente precisati dopo il 2013 nella giurisprudenza sull’articolo 450 CC: con il termine «vicino» si indica una persona che ha con l’interessato una relazione, accettata da quest’ultimo, contrassegnata dalla conoscenza diretta della sua personalità e dalla responsabilità per il suo stato di salute, ossia una persona che ai terzi appare idonea a salvaguardare gli interessi dell’interessato. Questa relazione o i suoi requisiti ossia (1) la conoscenza diretta della personalità dell’interessato, (2) l’accettazione da parte dell’interessato e (3) la responsabilità per lo stato di salute dell’interessato – devono essere verosimili. Possono essere persone vicine anche i genitori, i figli e altre persone legate all’interessato da parentela o amicizia. Se il terzo è un parente (vicino) e/o una persona che vive nella stessa economia domestica, la giurisprudenza gli riconosce regolarmente – quasi nel senso di una presunzione di fatto – la qualità di persona vicina e quindi di persona idonea a salvaguardare gli interessi dell’interessato99. In altri termini: per i parenti vicini la qualità di persona vicina è presunta ma questa presunzione è confutabile. Per le altre persone devono invece essere rese verosimili le condizioni per riconoscere loro la qualità di persona vicina100.
96 L’art. 397d cpv. 1 vCC recitava: «La persona interessata oppure una persona a lei prossima può adire per scritto il giudice, entro dieci giorni dalla notificazione della decisione.»
97 DTF 137 III 67, consid. 3.4.1
98 DTF 122 I 18, consid. 2c/bb
99 Sentenza del Tribunale federale 5A_112/2015 del 7 dic. 2015, consid. 2.5.1.2.
100 MEIER, Rz. 256.