Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/35: Diritto della protezione degli adulti – Modifica del codice civile · 71 pagine

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2.4.2 Persone vicine come curatori

2.4.2.1 Situazione iniziale

Già oggi l’APMA cerca di regola di affidare la curatela anzitutto a una persona vicina103. Inoltre, la COPMA raccomanda espressamente all’APMA di svolgere di regola, nell’ambito dei suoi accertamenti, un primo colloquio con tutta la famiglia, ossia non soltanto con l’interessato ma anche con le persone considerate per la curatela104. Il diritto vigente non prevede tuttavia alcun obbligo legale di esaminare se una persona vicina potrebbe essere nominata curatore. Tuttavia secondo l’articolo 401 capoverso 1 CC, se l’interessato propone come curatore una persona di sua fiducia105, l’APMA deve acconsentire a tale richiesta, sempre che la persona proposta sia idonea e disposta ad assumere la curatela. Nella misura del possibile, l’autorità di protezione degli adulti tiene inoltre conto dei desideri dei congiunti e di altre persone vicine all’interessato (art. 401 cpv. 2 CC).

Dai dati di Ecoplan (cfr. n. 1.5.2) risulta che nella protezione degli adulti i curatori privati si occupano del 37 per cento dei mandati, mentre i curatori professionali e quelli specializzati del 63 per cento dei mandati. Tra i curatori privati si possono distinguere le persone vicine appartenenti all’ambiente dell’interessato (66 per cento) e le persone che svolgono il mandato a titolo volontario (34 per cento). Le persone vicine possono ulteriormente essere distinte in base alla relazione che hanno con l’interessato. Nella protezione degli adulti sono i genitori ad essere più frequentemente nominati curatori (39 per cento), seguiti dai figli (28 per cento) e dai fratelli e sorelle (14 per cento). Nell’11 per cento dei casi si ricorre ad altre persone dell’ambiente sociale106. Per i casi complessi in cui il tipo e la portata dei compiti presuppongono conoscenze specialistiche e vi è un importante bisogno di assistenza e trattamento, sono di regola nominati automaticamente curatori professionali107.

L’articolo 420 prevede che l’APMA possa dispensare da determinati obblighi determinate persone vicine nominate curatori; le relative condizioni sono formulate in modo molto aperto («se le circostanze lo giustificano»). L’apprezzamento che spetta all’APMA ha portato a un’applicazione della disposizione molto diversa nella pratica, il che è stato ripetutamente criticato negli anni scorsi.

103 ZK-MEIER, art. 401 CC n. 3.

104 KOKES-Merkblatt und Empfehlungen vom November 2016 zu Angehörigen als Beistand (promemoria e raccomandazioni del nov. 2016 sui congiunti come curatori, documento disponibile soltanto in tedesco e francese), n. 2.

105 Sulla nozione di persona di fiducia cfr. BSK ZGB II-RUTH E. REUSSER, art. 401 n. 1: l’interessato è libero di decidere a chi accordare la sua fiducia. […] Si può trattare di un congiunto o di una persona della sua cerchia di amici o stretti conoscenti o altrimenti di un conoscente, può però anche essere designato un determinato curatore professionista come persona fiducia. […] Non occorre che già esista un autentico rapporto di fiducia.

106 Studio Ecoplan, pag. 12 seg.

107 ZK-MEIER, art. 401 CC n. 8.