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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 32 _____________________________________________________________________________________
minacce, sviluppare contromisure e rafforzare la capacità di resistenza dello Stato e della popolazione contro di esse.
Nel contesto delle forme di conflitto ibrido, l’esercito3 deve coprire un’ampia gamma di competenze e deve essere in grado di appoggiare le autorità civili già nella zona grigia tra pace e conflitto armato aperto. Qualora la situazione cambi, l’esercito deve reagire tempestivamente e nel contempo deve potersi assumere diversi compiti. Anche in caso di evoluzione dei conflitti, difendersi da un attacco armato continua a essere un compito fondamentale, tanto più che le forme di conflitto ibride possono sfociare in un attacco militare. L’esercito deve pertanto essere in grado di svolgere contemporaneamente compiti sussidiari di protezione e di sicurezza, prestare aiuto in caso di catastrofi o situazioni d’emergenza come anche difendere il Paese, la popolazione e le infrastrutture critiche nonché passare rapidamente da uno di questi compiti all’altro. Questo comprende per esempio la protezione di settori, installazioni, assi di traffico e dello spazio aereo come anche la difesa da attacchi alla popolazione e a infrastrutture critiche. L’esercito deve pertanto orientarsi a impieghi di questo tipo e, in questo contesto, impiegare i mezzi in modo coordinato e conformemente alle esigenze dei partner civili in caso di impieghi sussidiari.
Con l’ulteriore sviluppo dell’esercito sono già stati fatti passi in questa direzione. La prontezza differenziata e la reintroduzione della mobilitazione hanno consentito di migliorare la prontezza all’impiego delle truppe. L’equipaggiamento nei settori chiave è rinnovato e integrato costantemente sulla base delle capacità militari necessarie. Vengono acquistati nuovi aerei da combattimento e un sistema di difesa terra-aria per continuare a sorvegliare lo spazio aereo in modo intensivo al di là del servizio di polizia aerea giornaliero per un lungo periodo di tempo, per esempio in caso di tensioni internazionali prolungate e per potersi difendere in caso di attacco. L’ulteriore sviluppo e il rafforzamento delle capacità e dei mezzi militari in ambito cibernetico sono una delle priorità.
L’esercito viene sviluppato costantemente per adeguarlo all’evolversi delle minacce. Per una maggiore flessibilità e per poter reagire più rapidamente ai mutamenti della situazione di minaccia, in futuro l’ulteriore sviluppo sarà effettuato gradualmente e per piccoli passi, e non con riforme ampie e che richiedono parecchio tempo.
Le seguenti misure sono particolarmente rilevanti per un maggiore orientamento alle forme di conflitto ibride:
le truppe di terra sono orientate in misura maggiore alle forme di conflitto ibride; in questo ambito è tenuto conto dell’elevata densità demografica e dell’urbanizzazione. Conseguentemente sono più mobili e meglio protette grazie al loro equipaggiamento e le formazioni d’impiego sono composte in modo più flessibile e modulare;
le capacità dell’esercito in ambito cibernetico sono sviluppate ulteriormente e consolidate in qualità di elemento fondamentale del maggiore orientamento alle forme di conflitto ibride; i mezzi dell’esercito possono essere impiegati anche per l’appoggio sussidiario.
3 Il presente sottocapitolo descrive l’attuazione dell’obbiettivo 3 in seno all’esercito. I sottocapitoli 4.2.4 e 4.2.5 illustrano l’attuazione da parte di ulteriori ambiti politici e strumenti della politica di sicurezza.