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Consultazione 2021/36: Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 · 43 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza (bozza) Pagina 34 _____________________________________________________________________________________

occupano regolarmente del tema e, qualora necessario, propongono ai dipartimenti o al Consiglio federale misure per contrastare le attività d’influenza. Per questo il Comitato ristretto Sicurezza insieme alla Cancelleria federale raccoglie regolarmente informazioni per esaminare la possibilità che l’Amministrazione federale sia oggetto di attività d’influenza;

 è portato avanti lo scambio con i Cantoni in merito alla minaccia posta dalle attività d’influenza.

4.2.5 Rafforzamento della protezione da ciberminacce

Le ciberminacce si svilupperanno molto rapidamente con il progredire della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. Occorre prestare particolare attenzione alle dipendenze e alle vulnerabilità in ambito cibernetico come anche alla sicurezza delle catene di fornitura a causa della minaccia persistente e dei progressi tecnologici.

Nella Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi (SNPC)4 la Confederazione ha stabilito quali obiettivi strategici intende perseguire e con quali misure intende contrastare le ciberminacce. Con l’adozione della strategia sono state chiarite anche le competenze in seno alla Confederazione e sono state create nuove strutture, che si dividono tra cibersicurezza (presso il DFF), ciberdifesa (presso il DDPS) e perseguimento penale della cibercriminalità (presso il DFGP e i Cantoni). Per migliorare la cooperazione interdipartimentale e rafforzare la gestione, è stato creato il Comitato per la cibersicurezza del Consiglio federale, nel quale siedono i capidipartimento di DFF, DDPS e DFGP e nel quale rientra il Comitato ristretto Ciber. In questi organi sono inoltre rappresentati i Cantoni. È stato altresì impiegato un delegato federale alla cibersicurezza e con il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) è stato creato un centro di competenza a lui sottoposto.

La cooperazione tra Cantoni, mondo economico e scientifico è stata ampliata e istituzionalizzata, tra l’altro anche con uno scambio regolare con il delegato federale alla cibersicurezza e il NCSC. Con il Cyber Defense Campus, insieme al mondo scientifico è stata creata una piattaforma per l’individuazione tempestiva di tendenze cibernetiche, per lo sviluppo di tecnologie per la difesa dalle ciberminacce e per l’istruzione di dirigenti in questo ambito. Per contrastare la criminalità digitale sono stati creati organi comuni per la cooperazione di Confederazione e Cantoni5, sono state previste formazioni congiunte, le conoscenze specialistiche sono state raggruppate ed è stato intensificato lo scambio di informazioni ed esperienze.

Nella sua attuale strategia di politica estera, il Consiglio federale definisce la digitalizzazione come una priorità. La Svizzera si adopera a livello internazionale per un ciberspazio libero, sicuro e aperto, impiegato per scopi pacifici e basato su regole chiare e fiducia reciproca. È nell’interesse della Svizzera chiarire l’applicazione concreta delle norme di diritto internazionale in caso di ciberattacchi, in particolare in merito ai principi fondamentali dello Statuto delle Nazioni Unite, alle regole della responsabilità statale, al diritto internazionale umanitario, ai diritti umani e al diritto in materia di neutralità. In tali

4 Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi 2018–2022.

5 Cyberboard: organo per tutte le autorità di perseguimento penale attive a livello cantonale e nazionale nella lotta alla criminalità digitale e per i rappresentanti della prevenzione; rete di sostegno alle indagini nella lotta contro la criminalità digitale: piattaforma cogestita dalle polizie cantonali e da fedpol.