Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/4: Armonizzazione delle pene e adeguamento del diritto penale accessorio alla nuova disciplina delle sanzioni. Oggetto 3: Legge federale sulla revisione del diritto penale in materia sessuale · 80 pagine
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nazione verbale di rifiuto. Un irrigidimento dopo una protesta rimasta senza effetto può ad esempio prodursi se la sessualizzazione inaspettata di una situazione è percepita come spaventosa e imbarazzante, soprattutto se la fuga o il richiamare l’attenzione di terzi significherebbe manifestare la situazione imbarazzante48.
Per «atti sessuali» si intendono – come negli articoli 187, 188, 192 e 193 – la congiunzione carnale, un atto analogo alla congiunzione carnale o un altro atto sessuale.
Fattispecie soggettiva
L’autore deve agire intenzionalmente (o con dolo eventuale) e quindi riconoscere che sta agendo contro la volontà della vittima, o comunque accettarlo. Agire per negligenza non è sufficiente.
Cornice edittale
Quale comminatoria per la nuova disposizione si propone una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria. Come per gli articoli 188, 192 e 193, si rinuncia a una graduazione. Rispetto alle comminatorie in particolare degli articoli 188, 192 e 193, dove l’autore sfrutta una dipendenza o lo stato di bisogno della vittima, una pena detentiva massima di tre anni appare adeguata.
Se la congiunzione carnale o un atto analogo alla congiunzione carnale sono consumati, se ne può tenere conto nella commisurazione della pena inasprendola. Contrariamente agli articoli 188, 192 e 193, in cui più elementi sono rilevanti per la pena da pronunciare concretamente, per la pena da infliggere in virtù dell’articolo 187a sarà verosimilmente determinante l’atto sessuale in sé.
Impostazione quale reato perseguibile d’ufficio
Le aggressioni sessuali (ma non le molestie sessuali mediante vie di fatto secondo l’articolo 198) sono perseguite d’ufficio. Un termine di tre mesi per sporgere querela appare troppo breve per simili costellazioni, o almeno per una parte di esse. Segnatamente una vittima che ritiene di aver subìto violenza carnale necessita eventualmente di più tempo per decidersi a sporgere querela.
Rinuncia a inserire la disposizione nell’elenco dei reati dell’articolo 55a
La nuova disposizione non è inserita nell’elenco dei reati dell’articolo 55a, che disciplina la sospensione e l’abbandono di procedimenti penali per violenza poco grave nei rapporti di coppia. Mediante una revisione del CP e del CPM del 200449 i reati legati alla violenza nei rapporti di coppia sono stati dichiarati reati perseguibili d’ufficio. Nel contempo, tuttavia, con l’articolo 55a (e l’art. 46b CPM) è stata introdotta una nuova disposizione di diritto processuale destinata a permettere, per una determinata cerchia di reati violenti piuttosto poco gravi nei rapporti di coppia, di sospendere il procedimento su richiesta della vittima e in seguito di abbandonarlo definitivamente. In tal modo si intende tener conto degli interessi delle vittime che
48 Hörnle Tatjana, 2015, pag. 211 seg.
49 RU 2004 1403; FF 2003 1732; FF 2003 1761.