Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/45: Ordinanza sulla costituzione di scorte obbligatorie di sementi · 10 pagine
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Sintesi
In generale l’ordinanza sulla costituzione di scorte obbligatorie di sementi raccoglie ampi consensi. Diversi Cantoni, unitamente all’Unione Svizzera dei contadini (USC), chiedono che l’obbligo di costituire scorte sia esteso anche ad altre sementi, in particolare a quelle della barbabietola da zucchero. Alcune associazioni di categoria esprimono invece qualche preoccupazione sull’aspetto attuativo dell’ordinanza. Poiché i semi di colza sono soggetti a frequenti cambiamenti di varietà, queste associazioni temono che le varietà degli anni precedenti tenute in scorta potrebbero da un certo momento non soddisfare più le esigenze del mercato. Ci sarebbe inoltre il pericolo che determinati trattamenti di disinfezione siano improvvisamente vietati e che le sementi in questione debbano poi essere liquidate o vendute all’estero a spese dell’azienda che detiene le scorte. Qualche partecipante è scettico sul finanziamento dei costi di queste scorte obbligatorie, stimati a circa 14 000 franchi all’anno. Il progetto prevede infatti che siano assunti delle aziende preposte alle scorte, che de facto sarebbero poi gli importatori di semi di colza. Varie associazioni sostengono che i costi non andrebbero addossati agli acquirenti delle sementi, bensì compensati mediante un fondo di garanzia, come avviene per altre scorte obbligatorie. Le cinque organizzazioni preposte alle scorte obbligatorie, responsabili dei rispettivi fondi di garanzia, chiedono che sia istituito un tale fondo.
1. Situazione iniziale
Negli anni Novanta sono state abolite tutte le scorte di sementi nell’ambito della politica di riduzione delle scorte obbligatorie. Da allora la situazione sul mercato delle sementi è cambiata in modo significativo. Negli ultimi anni questo mercato ha infatti conosciuto una forte concentrazione e internazionalizzazione. L’aumento della concentrazione di mercato rischia di creare problemi di approvvigionamento qualora un grande produttore di sementi dovesse andare in fallimento. Inoltre, anche se le tecniche di coltura sono state perfezionate per ottenere varietà ibride ad alto rendimento, la coltivazione e la moltiplicazione delle sementi stanno diventando operazioni sempre più complesse, il che riduce ulteriormente la cerchia delle aziende fornitrici di sementi.
Nel contesto della verifica di base della politica delle scorte obbligatorie nel settore alimentare, l’Approvvigionamento economico del Paese (AEP) ha iniziato nel 2018 a chiarire le vulnerabilità che sussistono in materia di sementi, concentrandosi sulle colture fortemente dipendenti dalle importazioni e prioritarie nell’eventualità di un riorientamento della produzione agricola a seguito di una grave penuria. Le analisi dell’AEP hanno evidenziato che per i semi di colza sussistono diverse vulnerabilità. In Svizzera non esiste ad esempio né una coltivazione né una moltiplicazione di questi semi. L’intera infrastruttura per la loro riproduzione si trova quindi all’estero, il che significa che per questa materia prima sussiste una totale dipendenza dalle importazioni. Dato che le sementi, ma anche gli oli e i grassi vegetali, presentano di per sé un basso grado di autosufficienza e che la dipendenza dalle importazioni è molto elevata, l’AEP ritiene necessario costituire scorte obbligatorie di semi di colza destinati alla produzione di olio commestibile.
Il 26 maggio 2021 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di avviare una procedura di consultazione presso i Cantoni, i partiti politici, le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, le associazioni mantello nazionali dell’economia e le cerchie interessate in merito al progetto in oggetto. Tale procedura si è conclusa il 16 settembre 2021. Il presente rapporto riassume i pareri pervenuti.