Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/45: Ordinanza sulla costituzione di scorte obbligatorie di sementi · 10 pagine
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è ben consolidato e ha dimostrato la sua validità nel tempo. Per le due organizzazioni preposte alle scorte obbligatorie, attuare l’ordinanza senza istituire un apposito fondo di garanza è incompatibile con il principio del «primato dell’economia». Secondo Réservesuisse, la rinuncia a un fondo di garanzia comporterebbe una disparità di trattamento rispetto a tutti gli operatori di mercato facenti parte di un’organizzazione preposta alle scorte obbligatorie, perché costretti a coprire i relativi costi con i loro contributi. Per prevenire questa disparità di trattamento economico, réservesuisse chiede che tutti i settori dell’industria alimentare contribuiscano ai costi di queste scorte con prestazioni paragonabili. Secondo Provisiogas, bisognerebbe esaminare l’ipotesi di delegare questa scorta obbligatoria, su mandato, a un’organizzazione già esistente. La Provisiogas stessa, ad esempio, ha trasferito con un rapporto di mandato a réservesuisse il suo compito di costituire scorte obbligatorie di gas naturale. Ciò le avrebbe permesso di evitare costi amministrativi supplementari e di beneficiare del know-how di réservesuisse.
CARBURA, organizzazione preposta alle scorte obbligatorie di oli minerali, è sostanzialmente favorevole alle scorte obbligatorie di sementi a causa dell’importanza della colza per l’approvvigionamento nazionale in oli e grassi vegetali e della dipendenza dalle importazioni. Tuttavia, CARBURA è del parere che la disposizione dell’articolo 3 capoverso 1 della LAP («l’approvvigionamento nazionale economico è compito dell’economia») non si riferisca unicamente alla gestione delle scorte obbligatorie da parte degli operatori di mercato, ma anche all’attuazione da parte dell’economia. CARBURA propone pertanto che – analogamente agli altri prodotti soggetti all’obbligo delle scorte – anche le scorte di sementi siano affidate a un’organizzazione incaricata di questo compito, nuova o già esistente. Per CARBURA l’attuazione dell’obbligo delle scorte deve assolutamente rimanere un compito dell’economia, mentre la Confederazione deve invece concentrarsi sui suoi compiti principali di approvvigionamento economico nazionale, come il controlling o la compliance. CARBURA chiede inoltre di esaminare se l’esenzione di alcune imprese dall’obbligo di costituire scorte provochi distorsioni di mercato, perché senza l’istituzione di un fondo di garanza queste imprese non sarebbero tenute a contribuire ai costi delle scorte. Eventualmente bisognerebbe istituire un fondo di garanzia, perché soltanto così si potrebbe garantire che le scorte non compromettano la situazione di mercato e la concorrenza. CARBURA chiede inoltre che l’obbligo delle scorte sia limitato agli importatori e ai produttori nazionali di sementi, ma che la lavorazione nazionale e la prima commercializzazione ne siano esonerate. In questo modo si eviterebbero i doppi pagamenti. Per la registrazione dei quantitativi rilevanti, CARBURA chiede infine di subordinare le scorte obbligatorie di semi di colza a una licenza generale d’importazione.