Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/11: Revisione dell’Ordinanza sulla maturità e dell’Accordo amministrativo relativo al riconoscimento degli attestati di maturità · 78 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 30Fedlex · Rapporto sui risultati

Articolo 18: Offerte formative

FR e OW (2) concordano con la versione rivista.

JU propone una formulazione alternativa.

Articolo 19: Lavoro di maturità

FR, UR e VD (3) approvano l’articolo.

JU propone una formulazione alternativa per dare maggior rilievo alla creatività.

VD auspica una nuova formulazione per il concetto di didattica propedeutica alla scienza.

Il pvl è dell’opinione che il lavoro di maturità vada svolto individualmente, così da poter valutare le capacità degli allievi nel modo più oggettivo possibile.

La FSU sostiene che l’urbanistica è un tema ideale per i lavori di maturità.

swissuniversities vorrebbe continuare ad ammettere le tematiche nell’ambito design e arte purché vengano affrontate con un approccio scientifico.

La LBG e la VSG-BG (2) sono d’accordo con l’articolo rivisto.

Articolo 20: Ripartizione percentuale delle materie

AG, AR, FR, LU, SO, TG, TI, SZ, VD, VS e ZH (11) approvano l’articolo.

Pur accogliendo il concetto di percentuali minime, AI non è convinto della riduzione della quota dedicata alle lingue. Inoltre, il maggior peso accordato all’arte sarebbe una sfida non indifferente per le scuole di maturità per adulti.

AR parte dal presupposto che il tempo d’insegnamento non è calcolato solo in base al numero di lezioni delle rispettive materie. Devono infatti essere prese in considerazione anche le forme d’insegnamento e apprendimento che non figurano nell’orario (ad es. soggiorni linguistici o attività interdisciplinari) senza mettere a repentaglio l’equivalenza degli attestati di maturità. Se così non fosse, l’articolo andrebbe precisato in questo senso.

BE ritiene sensato avere delle percentuali minime e sostiene che il relativo ammontare debba corrispondere allo status quo in virtù di vari motivi.

TG chiede di scrivere «Materie MINT:» prima dell’enumerazione delle discipline di tale ambito d’apprendimento.

TI osserva che nella versione rivista la percentuale dedicata alle lingue è ridotta del 3 per cento e propone che nella percentuale delle scienze umane non si calcolino la filosofia e le religioni, discipline che possono essere offerte dal Cantone.

SH auspica una percentuale minima del 30 per cento sia per le lingue che per l’ambito MINT; per l’arte bisogna invece continuare a prevedere un 5 per cento. In questo modo il margine di manovra concesso ai Cantoni sarebbe pari all’8 per cento. Al posto delle percentuali minime, il Cantone preferirebbe, nell’ottica della comparabilità, un tempo minimo d’insegnamento.

Secondo ZH il concetto di tempo d’insegnamento non è abbastanza chiaro: per evitare malintesi occorre precisare che sono comprese le lezioni delle discipline di cui all’articolo 12, sport escluso.

Il pvl domanda di cambiare la lettera a numero 3, così da essere coerenti con le modifiche proposte per l’articolo 13.

Il PS è in linea di principio favorevole alla versione rivista, ma vorrebbe portare la quota minima dedicata alle scienze umane al 15 per cento. Secondo il partito, occorre inoltre stabilire un tempo d’insegnamento o di apprendimento minimo che permetta di rispondere alle esigenti richieste delle scienze umane e tale da consentire l’integrazione in questo ambito d’apprendimento della nuova DF economia e diritto senza intaccare il numero di ore dedicate alla storia e alla filosofia.

Per il PdA Basel la percentuale minima delle materie MINT va aumentata, in quanto il maggior peso accordato alla formazione digitale non deve ripercuotersi sulla matematica e sulle scienze sperimentali.