Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/20: Revisione totale della legge federale sul diritto penale amministrativo (DPA) · 191 pagine
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Art. 237 Esecuzione
Sotto il profilo materiale l’articolo 237 riprende essenzialmente l’articolo 285 CPP adeguandolo formalmente alle particolarità del procedimento penale amministrativo.
Il reclamo contro la sorveglianza dinanzi alla Corte dei reclami penali del TPF (art. 46 cpv. 1 primo periodo AP-DPA), previsto dal capoverso 4, corrisponde al reclamo conformemente agli articoli 393–397 CPP, previsto dall’articolo 285 capoverso 4 CPP nel procedimento penale ordinario. Il termine di reclamo è di dieci giorni, conformemente agli altri casi di reclamo dell’AP-DPA (art. 49 cpv. 3, 53 cpv. 4, 152 cpv. 2, 162 cpv. 4, 251 cpv. 3, 288 cpv. 4, 298 cpv. 1, 305 cpv. 2 e 307 cpv. 3 AP-DPA).
Art. 238–251 Inchiesta mascherata
Gli articoli 238–251 disciplinano l’inchiesta mascherata nell’ambito del procedimento penale amministrativo. Nel CPP, applicabile al procedimento penale ordinario, questo provvedimento coercitivo è contemplato dagli articoli 285a–298.
Art. 238 Definizione
La presente disposizione riprende la definizione dell’inchiesta mascherata di cui all’articolo 285a CPP.
Art. 239 Condizioni
L’articolo 239 riguarda le condizioni che devono essere soddisfatte affinché il responsabile dell’inchiesta possa ordinare un’inchiesta mascherata.
Il capoverso 1 riprende l’articolo 286 capoverso 1 CPP sostituendo «pubblico ministero» con «unità amministrativa».
Alla stregua dell’articolo 286 capoverso 2 CPP, il capoverso 2 enumera i reati per i quali può essere disposta l’inchiesta mascherata. Per quanto riguarda i principi su cui si fonda l’elaborazione dell’elenco si veda il commento relativo agli articoli 153 e seguenti, Misure di sorveglianza segrete.
Il diritto vigente non permette di disporre l’inchiesta mascherata per il reato di cui al vigente articolo 14 capoverso 3 DPA. In considerazione della pena comminata per un tale reato, del comportamento contemplato da tale disposizione, della portata generale di quest’ultima e del fatto che l’autorità di perseguimento penale ordinario può ricorrere a questo tipo di sorveglianza in presenza di un comportamento simile (art. 146 CP in combinato disposto con l’art. 286 cpv. 2 lett. a CPP), è giustificato permettere a tutte le autorità di perseguimento penale amministrativo competenti per il perseguimento di tale reato di ricorrere a questo tipo di sorveglianza. Ciò è garantito dalla menzione dell’articolo 14 capoverso 3 AP-DPA alla lettera a.
A differenza del diritto vigente, la lettera b prevede la possibilità di ricorrere alla sorveglianza in questione per i comportamenti che ricadono sotto l’articolo 26 capoverso 2 LCITES e ciò per gli stessi motivi evocati in relazione con l’articolo 218 capoverso 2 lettera b AP-DPA.