Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/20: Revisione totale della legge federale sul diritto penale amministrativo (DPA) · 191 pagine
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autorità, perché esse hanno l’obbligo di perseguire i fatti punibili di cui vengono a conoscenza (principio della legalità; cfr. anche l’art. 19 DPA vigente, nonché gli art. 28 e 35 AP-DPA). L’indipendenza delle autorità competenti è garantita, in particolare dalle regole sulla ricusazione (cfr. art. 29 DPA vigente e 50 segg. AP-DPA) e dalle possibilità di controllo giudiziario (reclamo [cfr. art. 47 segg. AP-DPA] e di istanza di giudizio da parte di un giudice [cfr. art. 275 AP-DPA]).
In secondo luogo, va notato che, manifestamente, gli uffici competenti perseguono la maggioranza dei casi di truffa in materia di sussidi senza difficoltà. Infatti, salvo nell’affare CarPostal, il Consiglio federale non si è mai avvalso della propria competenza di affidare il perseguimento penale a un’unità amministrativa diversa da quella che ha concesso i sussidi. In quest’ottica, attribuire tutti questi affari a un’autorità centrale sarebbe una soluzione sproporzionata. Soltanto in singoli casi sono quindi giustificate deroghe al principio della competenza dell’unità amministrativa che ha concesso i sussidi. Tuttavia. l’articolo 39 capoverso 1 secondo periodo LSu offre già questa possibilità permettendo al Consiglio federale di incaricare un’altra unità amministrativa, ad esempio la SG-DFF, di un determinato affare, sempreché circostanze concrete lo richiedano.
In terzo luogo, non è certo che la creazione di un’autorità centrale sarebbe la soluzione più economica sul piano finanziario. È infatti evidente che non è giustificato affidare a un’autorità centrale l’insieme dei casi attualmente trattati in modo soddisfacente dagli uffici interessati. Inoltre la raccomandazione della DelFin si limita ai casi di truffa in materia di sussidi che sono di competenza di uffici privi di sufficiente esperienza. Si tratterebbe allora di affidare all’autorità centrale i casi di competenza di uffici che, ad esempio, non dispongono di personale adeguato. Concretamente, si dovrebbe dotare l’autorità centrale di risorse supplementari per svolgere compiti supplementari, senza poter sopprimere in parallelo le risorse divenute inutili in seno agli uffici sgravati dei procedimenti in questione. Il personale dell’autorità centrale dovrebbe inoltre essere specificatamente formato nel settore amministrativo del relativo ufficio perché, come dianzi menzionato, l’autorità centrale non dispone di conoscenze approfondite in tali settori. Di conseguenza, questa soluzione non costerebbe meno della formazione specifica del personale degli uffici interessati.
In considerazione di questi elementi, il Consiglio federale respinge l’opzione di creare un centro di competenza per perseguire e giudicare le truffe in materia di sussidi.
Trasferimento delle competenze di perseguimento e giudizio alla giurisdizione penale ordinaria
Questo trasferimento potrebbe intervenire sia a favore delle autorità penali cantonali sia a favore del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e del Tribunale penale federale (TPF). Nei due casi, permetterebbe di attribuire il perseguimento penale a un’autorità esperta in procedura penale e indipendente rispetto alla competenza di concedere sussidi, ma avrebbe i seguenti inconvenienti.
Il trasferimento di competenza a favore della giurisdizione cantonale appare delicato, poiché si tratta di interessi pecuniari della Confederazione. Inoltre, le competenze tecniche possono variare ampiamente da un Cantone all’altro, in funzione delle dimensioni e del tipo di affari trattati. Di fatto, rispetto ai Cantoni piccoli, quelli grandi come Zurigo o Ginevra dispongono sicuramente di una maggiore esperienza in materia di criminalità economica e di personale specializzato. Da questi due punti di vista sarebbe quindi preferibile un trasferimento a favore della giurisdizione federale, poiché il MPC costituisce un’autorità centrale. Tuttavia, come dianzi menzionato, la maggioranza dei casi di truffa in materia di sussidi è manifestamente perseguita senza difficoltà dalle unità amministrative competenti. Attribuire l’insieme di questi affari al MPC equivarrebbe ad affidare a tale autorità affari in via di principio estranei al suo campo di