Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/20: Revisione totale della legge federale sul diritto penale amministrativo (DPA) · 191 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 23Fedlex · Rapporto esplicativo

tuttavia rinunciato a tale aggiunta allineandosi al Consiglio nazionale, secondo il quale, nell’ambito dell’articolo 7, la gravità dell’atto non si misura in base alla natura del reato (contravvenzione o delitto), bensì esclusivamente in base alla sanzione prevista nel caso concreto59. Prima della revisione della PG-CP, entrata in vigore il 1° gennaio 2007, la multa era una pena applicabile anche ai delitti e ai crimini, oltre che alle contravvenzioni; essa corrisponde pertanto sia alla multa che alla pena pecuniaria del diritto in vigore (v. art. 333 cpv. 5 CP). Per la dottrina secondo cui il vigente articolo 7 DPA non si limita alle contravvenzioni, possono presentarsi le seguenti situazioni:

• l’identificazione dell’autore di un delitto o un crimine non è esclusa, ma i mezzi d’inchiesta necessari sono sproporzionati rispetto alla multa concretamente rischiata: il vigente articolo 7 DPA si applica in quanto legge speciale in deroga alla PG-CP e l’applicazione dell’articolo 102 capoverso 1 CP è pertanto esclusa;

• la carente organizzazione dell’impresa ostacola l’identificazione dell’autore di un un delitto o un crimine; le condizioni di applicazione dell’articolo 102 capoverso 1 sono soddisfatte e, a maggior ragione, quelle dell’articolo 7 DPA vigente. L’autorità può pertanto scegliere se punire l’impresa in applicazione dell’articolo 102 capoverso 1 CP o in applicazione dell’articolo 7 DPA.

Numerose leggi amministrative rendono i vigenti articoli 6 e 7 DPA applicabili a procedimenti che in linea di principio non sottostanno alla DPA60. Inoltre, sempre più leggi speciali riprendono il principio del vigente articolo 7 DPA aumentando nel contempo notevolmente l’importo determinante della multa61.

In considerazione di questi elementi, occorre stabilire se sia necessario adeguare il vigente articolo 7 DPA, in particolare per renderlo compatibile con il principio della colpa. Il carattere di sanzione penale della disposizione è infatti certo alla luce della giurisprudenza riguardante l’articolo 6 paragrafo 1 CEDU62. Tale carattere potrebbe eventualmente essere discutibile per i casi di lieve entità, ma non è per nulla sicuro che si possa ritenere che una multa non superiore a 5000 franchi costituisca sistematicamente un caso di lieve entità. Ad ogni modo le disposizioni delle leggi speciali che riprendono il principio del vigente articolo 7 DPA aumentando l’importo determinante della multa non riguardano certamente più soltanto casi bagatellari. Ravvisando nell’aumento dei casi un rischio maggiore di rinuncia a un’indagine seria per giungere a una condanna (rapida e poco costosa) dell’impresa, senza che la responsabilità penale di quest’ultima poggi su una base legale sufficiente, la dottrina ha proposto di sancire nel testo dell’articolo 7 il principio della colpa esigendo la carente organizzazione interna ai sensi dell’articolo 102 capoverso 1 CP63.

59 Boll. Uff. CS 1973 579

60 Per un elenco senza garanzia di esaustività cfr. BSK VStrR-MACALUSO/GARBARSKI, art. 7 N 9 ; BSK Strafrecht I-NIGGLI/GFELLER, art. 102 N

124 segg.

61 Senza garanzia di esaustività: CHF 100 000 secondo l’art. 125 della legge del 18 marzo 2005 sulle dogane (LD; RS 631.0); CHF 100 000 secondo l’art. 100 della legge del 12 giugno 2009 sull’IVA (LIVA; RS 641.20); CHF 100 000 secondo l’art. 40 della legge del 21 marzo 1969 sull’imposizione del tabacco (LImT; RS 641.31); CHF 100 000 secondo l’art. 39 della legge del 6 ottobre 2006 sull’imposizione della birra (LIB; RS 641.411); CHF 100 000 secondo l’art. 133 LGD; CHF 50 000 secondo l’art. secondo l’art. 27 della legge del 18 dicembre 2015 sui valori patrimoniali di provenienza illecita (LVP; RS 196.1); CHF 50'000 art. 64 cpv. 2 della legge federale del 25 settembre 2020 sulla protezione dei dati (LPD; RS 235.1); CHF 50 000 secondo l’art. 59a della legge del 21 giugno 1932 sull’alcool (LAlc; RS 680); secondo l’art. 24 cpv. 3bis della legge del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale (LBN; RS 951.11); CHF 50 000 secondo l’art. 49 della legge del 22 giugno 2007 sulla vigilanza dei mercati finanziari (LFINMA; RS 956.1); CHF 20 000 secondo l’art. 39a della legge del 6 dicembre 2005 sui revisori (LSR; RS 221.302); CHF 20 000 secondo l’art. 89 della legge del 15 dicembre 2000 sugli agenti terapeutici (LATer; RS 812.21); CHF 20 000 secondo l’art. 37 cpv. 3 della legge federale del 25 settembre 2020 sui precursori di sostanze esplodenti (LPre; RS 941.42).

62 Secondo i «criteri Engel» sviluppati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) nella sentenza dell’8 giugno 1976 nella causa Engel e altri contro i Paesi Bassi, ricorsi n. 5100/71, 5101/71, 5102/71, 5354/72, 5370/72; per una sanzione contro l’impresa cfr. p. es. Corte EDU, 11 giugno 2009, causa Dubus S.A. contro la Francia, ricorso n. 5242/04, § 36 segg.

63 BSK VStrR-MACALUSO/GARBARSKI, art. 7 N 39 seg.