Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/20: Revisione totale della legge federale sul diritto penale amministrativo (DPA) · 191 pagine

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Il capoverso 5 enuncia due eccezioni logiche all’apertura formale dell’istruzione secondo il capoverso 3, ovvero quando occorre pronunciare immediatamente un decreto di non luogo a procedere (art. 102 AP-DPA) e quando un decreto penale può essere pronunciato in procedura abbreviata (art. 268 AP-DPA).

Art. 102 Decreto di non luogo a procedere

Poiché il nuovo articolo 101 AP-DPA definisce la forma dell’apertura dell’inchiesta, è necessario prevedere anche il modo di procedere se le condizioni del perseguimento penale non sono soddisfatte. L’articolo 102 riprende pertanto l’articolo 310 CPP adeguandolo alle particolarità del procedimento penale amministrativo.

Il capoverso 2 rinvia inoltre alle disposizioni sull’abbandono del procedimento, ossia agli articoli 261–265 AP-DPA. Il decreto di non luogo a procedere deve quindi essere notificato agli eventuali imputati, ossia alle persone che adempiono le condizioni di cui all’articolo 79 AP-DPA. Inoltre, nel suo decreto di non luogo a procedere, l’unità amministrativa deve revocare i provvedimenti coercitivi adottati, ad esempio se oggetti o valori patrimoniali sono stati messi al sicuro dalla polizia. Se una confisca si rivela giustificata, l’unità amministrativa può ora ordinarla nel decreto di abbandono. Quest’ultima può d’altronde ordinare l’eventuale riapertura del procedimento alle condizioni di cui all’articolo 265 AP-DPA, poiché ha lui stesso ordinato l’abbandono nella fase d’inchiesta.

Art. 103–105 Raccolta e utilizzabilità delle prove

Contrariamente agli articoli 139 e seguenti CPP, la DPA vigente non contiene alcuna regola sui principi generali che disciplinano la raccolta e l’utilizzabilità delle prove. In origine, la procedura penale amministrativa era stata soprattutto elaborata e concepita come derivato del procedimento amministrativo. L’interrogatorio di testimoni (art. 41) era perciò considerato un mezzo di prova sussidiario. Oggi, questa sussidiarietà resta giustificabile per la delinquenza di massa, poiché in tal caso il procedimento si svolge effettivamente per scritto. Tuttavia, per i casi più complessi può essere nell’interesse di tutte le parti interrogare rapidamente i testimoni. Per questo motivo l’avamprogetto propone di sopprimere questo principio di sussidiarietà (v. il commento all’art. 125 AP-DPA). Occorre quindi sancire chiaramente il principio della libertà della prova.

Mentre all’epoca dell’adozione della DPA erano fissate dalla giurisprudenza, le regole sull’ammissibilità delle prove illegali sono state nel frattempo codificate nel CPP e vanno quindi applicate anche al procedimento penale amministrativo. Secondo l’articolo 141 capoverso 1 primo periodo CPP, le prove raccolte mediante metodi vietati ai sensi dell’articolo 140 capoverso 1 CPP non possono essere utilizzate in alcun caso. L’impossibilità assoluta di utilizzare le prove implica in particolare che le dichiarazioni fatte non possono neppure essere usate per far luce su un reato grave269. Nell’ambito della DPA vigente, la giurisprudenza e la dottrina divergono in merito all’impossibilità assoluta di utilizzare tali prove viziate nel diritto penale amministrativo, analogamente a quanto previsto nel diritto penale ordinario270. A tale riguardo non occorre una normativa di diritto penale amministrativo diversa da quella del diritto penale ordinario ed è

269 BSK VStrR-MEIER/SCHÜTZ, art. 39 N 20 e i riferimenti citati

270 BSK VStrR-MEIER/SCHÜTZ, art. 39 N 51 segg.