Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/31: Legge federale concernente un piano di salvataggio per il settore dell’energia elettrica · 12 pagine
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N. dossier: UFE-421.2-13/1/4
L’aspettativa che i Cantoni emanino i propri piani di salvataggio cantonali in parallelo a questo progetto è irrealistica. I Cantoni, in veste di proprietari e nell’ambito delle loro ragionevoli possibilità, stanno lavorando per garantire che il piano di salvataggio non sia mai utilizzato.
Occorre evitare al massimo le disparità di trattamento e le distorsioni della concorrenza. Un piano di salvataggio solo per specifiche imprese porterebbe a incentivi sbagliati e a forti distorsioni della
concorrenza, dato che tali imprese hanno una garanzia statale di fatto nei confronti degli altri operatori del mercato.
La subordinazione al piano di salvataggio dovrebbe essere volontaria.
La subordinazione (volontaria) al piano di salvataggio da sola non dovrebbe tradursi in un obbligo globale di pubblicazione e d’informazione. In questo caso dovrebbe bastare un semplice rapporto. Solo coloro che hanno effettivamente bisogno di un mutuo dovrebbero adempiere maggiori obblighi di pubblicazione e d’informazione.
Chiunque non si subordini al piano di salvataggio dovrebbe comunque poter essere salvato, ma a condizioni ancora più svantaggiose.
L’importo del supplemento di rischio e le altre condizioni che si applicano alle imprese soggette al piano di salvataggio devono essere contestualizzate. Se i requisiti sono più stringenti, il supplemento di rischio può essere inferiore e viceversa.
Pareri dei singoli Cantoni
I Cantoni di Argovia, Appenzello Esterno, Appenzello Interno, Friburgo, Glarona, Grigioni, Lucerna, Neuchâtel, Obvaldo, Sciaffusa, Svitto, Soletta, Turgovia, Vaud, Vallese e Zurigo sottoscrivono la posizione della EnDK integralmente o nei suoi punti salienti. Anche i Cantoni di Ginevra, San Gallo e Ticino sostengono la richiesta di estendere il campo di applicazione ad altre imprese.
Secondo il Cantone di Basilea Campagna andrebbe discussa in modo approfondito la necessità di un piano di protezione in termini di politica dell’approvvigionamento; se essa fosse appurata, la legge potrebbe essere implementata nella versione del progetto posto in consultazione. Il Cantone di Basilea Città dubita della necessità di una legge federale urgente; rifiuta una partecipazione dei Cantoni alle perdite o agli utili dei mutui. Il Cantone di Neuchâtel concorda con questa posizione. Il Cantone di Ginevra rifiuta il metodo proposto per distribuire tra i Cantoni eventuali perdite o utili sui mutui. Il Cantone di San Gallo chiede di garantire che un mutuo non sia destinato a coprire operazioni
speculative proprie. Il Cantone di Uri mette sostanzialmente in dubbio la necessità di un intervento legislativo; in ultima analisi, il Consiglio federale potrebbe anche applicare il diritto di necessità.
I Cantoni di Appenzello Interno, Glarona, Grigioni, Ticino, Uri e Vallese chiedono di rinunciare alla disposizione che impone alle imprese di rilevanza sistemica di negoziare con i Cantoni e i Comuni la proroga del pagamento di tasse comunali e cantonali come quelle di canalizzazione e di concessione nonché i canoni per i diritti d’acqua fino alla cessazione del mutuo e al suo rimborso integrale
(art. 7 cpv. 11). Secondo il Cantone di Argovia questa disposizione sarebbe solo un obbligo di
negoziazione.
I Cantoni di Berna, Nidvaldo e Zugo rifiutano il progetto di legge nella sua forma attuale.
4.3. Partiti
Unione democratica di centro (UDC)
L’UDC respinge il progetto nelle sue linee essenziali. Teme che la legge aumenti l’influsso statale su Alpiq, Axpo e BKW. Spetta ai proprietari delle imprese interessate fornire mezzi finanziari sufficienti alle imprese. Non sono le imprese a essere «di rilevanza sistemica», bensì l’approvvigionamento di energia elettrica in sé.
La priorità deve essere quella di disciplinare chi ha accesso alla produzione in caso di fallimento.
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