Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/31: Legge federale concernente un piano di salvataggio per il settore dell’energia elettrica · 12 pagine

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N. dossier: UFE-421.2-13/1/4

Partito socialista svizzero (PSS)

Il PSS esprime un sostegno di massima al progetto. Tuttavia, le condizioni proposte per il sostegno in termini di trasparenza – i tassi di interesse in linea con il mercato o il divieto di distribuire dividendi – sarebbero insufficienti. Il piano di salvataggio andrebbe vincolato alle seguenti condizioni, oltre a quelle proposte:

‒ le imprese del settore dell’energia elettrica dovrebbero fornire un contributo sostanziale alla transizione energetica (soprattutto investendo nelle energie rinnovabili in Svizzera);

‒ in contemporanea, andrebbero migliorate le condizioni quadro necessarie;

‒ il rapido abbandono delle energie fossili deve essere un compito delle imprese del settore dell’energia elettrica;

‒ le imprese del settore dell’energia elettrica dovrebbero definire in una strategia in che modo abbandoneranno l’uso dell’uranio russo nelle loro centrali nucleari al più presto (piano di abbandono graduale);

‒ l’iniziativa parlamentare 16.498 Assoggettare le infrastrutture strategiche dell'economia

energetica alla lex Koller della consigliera nazionale Jacqueline Badran (SP/ZH) dovrebbe essere attuata;

‒ le transazioni commerciali ad alto rischio che non servono alla sicurezza

dell’approvvigionamento dovrebbero essere interrotte.

I VERDI Svizzeri (I Verdi)

I Verdi sono molto scettici in merito alla legge. L’attenzione non dovrebbe concentrarsi sul salvataggio delle aziende, bensì sulla sicurezza dell’approvvigionamento. Per le imprese, la responsabilità è dei loro proprietari.

La legge costituisce l’«ultima ratio» come misura. Potrebbe essere approvata solo se, oltre ai requisiti previsti nel progetto, risultassero soddisfatte anche condizioni aggiuntive atte a migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine. Le imprese devono essere obbligate a:

‒ preparare un piano per il contributo dell’impresa all’espansione delle energie rinnovabili;

‒ fornire una riserva di energia idroelettrica per l’inverno per un totale di 2 TWh;

‒ ristrutturarsi in modo tale che, in caso di fallimento, gli impianti di produzione di energia elettrica possano essere facilmente e rapidamente separati dall’impresa e rimanere in

esercizio;

‒ ridurre il consumo di energia dei propri clienti.

4.4. Associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna

L’Unione delle città svizzere e l’Associazione dei Comuni Svizzeri sono fondamentalmente d’accordo con l’EnDK. In particolare, chiedono che il piano di salvataggio sia aperto a tutte le imprese (il criterio della forma giuridica non può essere motivato) e che la subordinazione sia volontaria.

Il Gruppo svizzero per i contadini di montagna ritiene che il Parlamento dovrebbe discutere il progetto, ma che il Consiglio federale dovrebbe porre in vigore la legge solo nel caso di un’effettiva necessità d’intervento. Inoltre, dovrebbe essere abbandonata la disposizione che obbliga le imprese di rilevanza sistemica a negoziare con i Cantoni e i Comuni la proroga del pagamento di tasse comunali e cantonali come le tasse di canalizzazione e di concessione nonché i canoni per i diritti d’acqua fino alla

cessazione del mutuo e al suo rimborso integrale (art. 7 cpv. 11).

7/12 BFE-D-0D8A3401/109