Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/48: Iniziative cantonali. ZG. Mandato politico anche in caso di maternità. Modifica della legislazione federale. BL. Partecipazione a sedute parlamentari durante il congedo di maternità. LU. Donne in politica in congedo di maternità. BS. Adempimento del mandato parlamentare durante il congedo di maternità · 20 pagine
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Le EFS sono di principio contrarie all’introduzione di un’eccezione; se quest’ultima dovesse tuttavia essere adottata, esse si dicono favorevoli alla proposta della minoranza ritenendo che essa dia la priorità a qualsiasi sistema di supplenza. Anche la CFQF, parimenti contraria al progetto, preferirebbe la versione della minoranza nel caso in cui il progetto venisse adottato. La CFQF sottolinea che la salute delle parlamentari deve essere tutelata e che la disposizione non va pertanto applicata nelle prime otto settimane dalla nascita.
Secondo la CCCC la proposta della minoranza non creerebbe problemi sul piano dell’attuazione se le madri interessate fossero tenute a presentare alla cassa di compensazione uno scritto che attesti che non è prevista la supplenza per le sedute alle quali hanno partecipato.
Il Consiglio comunale della città di Zurigo ritiene insufficienti sia la proposta della maggioranza sia quella della minoranza e sottolinea che la proposta della minoranza può essere garantita soltanto con un notevole sforzo a livello burocratico e condurrebbe a «due classi di maternità» in quanto le madri in seno alle commissioni di vigilanza (senza possibilità di supplenza) potrebbero continuare ad adempiere al proprio mandato senza limitazioni mentre si vedrebbero invece precludere la partecipazione alle riunioni delle commissioni tematiche (con possibilità di supplenza). Secondo il Consiglio comunale della città di Zurigo è inammissibile limitare la disposizione alle sedute delle Camere perché all’interno delle commissioni vengono svolte le deliberazioni sui contenuti ed è in questa sede che si può influire maggiormente sulle decisioni delle Camere. La disposizione dovrebbe pertanto riguardare l’intera attività parlamentare, includendo quindi oltre alle sedute delle Camere e delle commissioni anche corsi o offerte di perfezionamento del Parlamento, indipendentemente dalla presenza di una soluzione per la supplenza.
Il Gran Consiglio di Zurigo accoglie con favore l’estensione alle sedute delle commissioni, ma è contrario a vincolare l’applicazione della disposizione alle regole in materia di supplenza. In effetti secondo gli articoli 47 e 51 della Costituzione federale i Cantoni hanno la facoltà di emanare disposizioni organizzative proprie, ragione per cui la variante della minoranza ingerisce sull’autonomia cantonale.
6. Osservazioni su altri aspetti della revisione
6.1 Disparità di trattamento rispetto ad altre donne che svolgono un’attività lucrativa
Diversi partecipanti respingono il progetto ritenendo che privilegi le parlamentari mentre altri mettono in conto questo privilegio.
AR respinge il progetto ritenendo che le parlamentari sarebbero notevolmente privilegiate dall’eccezione rispetto alle altre donne che svolgono un’attività lucrativa. A suo parere questo privilegio non si giustifica soprattutto nel caso delle parlamentari che utilizzano una parte considerevole del loro tempo di lavoro per il loro mandato percependo quindi un cospicuo reddito da lavoro.
JU sostiene il progetto ma teme che l’introduzione di un’eccezione per le parlamentari dia un segnale politico sbagliato. JU fa notare che altre donne si trovano in situazioni simili a quelle delle parlamentari, in particolare le donne che, oltre a un’attività lavorativa principale come dipendente, svolgono anche un’attività indipendente.
TG ritiene che la revisione crei una disparità di trattamento rispetto a tutte le altre donne che svolgono un’attività lucrativa. A suo avviso l’introduzione di una norma speciale per le donne che svolgono un’attività politica all’interno del Parlamento nazionale non è oggettivamente giustificabile. TG si oppone ad accordare un privilegio alle donne in politica soprattutto perché attualmente circa la metà dei membri dell’Assemblea federale sono politici di professione e il mandato di consigliere nazionale o di consigliere agli Stati deve quindi essere considerato come professione. TG sottolinea che il diritto all’indennità di maternità decade anche per le altre madri se esse riprendono anticipatamente la loro attività lucrativa e fa notare che le parlamentari possono scegliere di usufruire del congedo di maternità e di ottenere un’indennità completa, così come tutte le altre lavoratrici.