Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/48: Iniziative cantonali. ZG. Mandato politico anche in caso di maternità. Modifica della legislazione federale. BL. Partecipazione a sedute parlamentari durante il congedo di maternità. LU. Donne in politica in congedo di maternità. BS. Adempimento del mandato parlamentare durante il congedo di maternità · 20 pagine

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4.3 Partiti politici e sezioni di partito

Dei dieci partiti politici e sezioni di partito che hanno risposto, nove (PEV, PLR, PVL, donne

pvl, PES, Alleanza del centro, Giovani del Centro, Donne del Centro e PS) accolgono con

favore il progetto.

PEV, PLR, PVL, donne pvl, Donne del Centro e Giovani del Centro pongono l’accento sul

fatto che a una parlamentare eletta dal Popolo non deve essere impedito di svolgere il proprio mandato a causa della maternità. Secondo l’Alleanza del centro per le parlamentari interessate, elette dal Popolo, non è comprensibile per quale ragione esse non possano svolgere il proprio mandato politico senza perdere contemporaneamente il diritto all’indennità di maternità per la loro attività principale.

L’Alleanza del centro, i Giovani del Centro, le Donne del Centro, il PES, il PEV e il PLR

sottolineano come il progetto migliori la conciliabilità tra maternità e politica. L’Alleanza del centro fa però nel contempo presente che la protezione della maternità e l’indennità di maternità rappresentano delle conquiste importanti che devono essere tutelate.

Secondo i Giovani del Centro e le Donne del Centro se una parlamentare è assente non può esprimere il suo voto e non può neppure esprimerlo in un altro momento, di conseguenza si genera una situazione insoddisfacente per la parlamentare interessata, per il suo partito, per l’elettorato e, infine, anche per il Parlamento, perché gli interessi di tutte le parti coinvolte non possono essere garantiti ; in altre parole, in caso di assenza per più mesi, la rappresentanza degli interessi e l’adempimento del mandato popolare non possono più essere garantiti.

Il PVL ritiene che il progetto rappresenti una misura importante, capace di eliminare una disparità di trattamento tra i membri del Parlamento nell’ambito dell’attività politica. Le Donne del Centro e i Giovani del Centro ritengono che l’attuale situazione sia in parte la causa delle dimissioni delle madri dal Parlamento o addirittura della loro mancata candidatura, il che è in contraddizione con l’idea secondo la quale un Parlamento (di milizia) debba rispecchiare la popolazione e rappresentare tutti i suoi interessi. Il PLR chiede una normativa del lavoro moderna senza inutili procedure burocratiche né una regolamentazione eccessiva.

Il PEV sottolinea che la situazione attuale non è soddisfacente. Le donne pvl ritengono che la prassi attuale sia estremamente problematica dal punto di vista della politica democratica, per il PVL essa non è sostenibile a livello di politica democratica e per il PS rappresenta un’ingerenza discriminatoria nei diritti politici. Il PVL fa inoltre notare che la normativa vigente crea una disparità di trattamento rispetto ai padri attivi in politica, i quali possono interrompere il congedo di paternità a loro piacimento. Anche le donne pvl sottolineano che la normativa attuale viola il diritto all’uguaglianza e il diritto alla famiglia.

Il PLR e il PS ritengono che, anche per motivi di certezza del diritto, sia assolutamente necessario introdurre una normativa omogenea a livello federale.

L’UDC si dice contraria al progetto preliminare perché vi vede un nuovo privilegio per le donne in politica. A suo avviso risolvere un problema introducendo nuove disparità di trattamento non è una soluzione. L’UDC ritiene che le questioni sollevate dalle iniziative cantonali abbiano un’origine più profonda: l’evoluzione negativa della politica di milizia verso una politica di professione.

4.4 Associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna

Di tutte le associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna interpellate, soltanto l’UCS ha inviato il proprio parere pronunciandosi a favore del progetto e dichiarando che la normativa vigente non è compatibile con il sistema di milizia svizzero.