Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/48: Iniziative cantonali. ZG. Mandato politico anche in caso di maternità. Modifica della legislazione federale. BL. Partecipazione a sedute parlamentari durante il congedo di maternità. LU. Donne in politica in congedo di maternità. BS. Adempimento del mandato parlamentare durante il congedo di maternità · 20 pagine

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6.3 Estensione ai membri degli organi giudiziari, esecutivi o ad altre cerchie di persone

La maggior parte dei partecipanti alla consultazione ritiene giusto che l’eccezione non sia estesa agli organi esecutivi o giudiziari oppure ad altre cerchie di persone. In alcuni casi è stato osservato che l’estensione ai membri di organi esecutivi dovrebbe essere valutata più nel dettaglio. L’estensione a tutte le donne è sostenuta dalla maggioranza delle associazioni dell’economia.

Secondo AG, BL, VD e ZG è giusto che l’eccezione non sia estesa agli organi esecutivi, giudiziari o a tutte le donne. Secondo ZG questo porterebbe a un indebolimento della protezione della maternità. VD ritiene che i membri degli organi esecutivi in generale possano sostituirsi a vicenda e le autorità giudiziarie sono in grado di svolgere le proprie funzioni anche in assenza di una giudice. VD sostiene che queste nuove disposizioni non debbano in alcun modo dare adito a qualsivoglia giustificazione per un’estensione della norma ad altre donne salariate. I Verdi respingono l’estensione agli organi giudiziari o esecutivi perché spesso queste attività sono molto più simili ai rapporti di lavoro che non all’attività parlamentare. Il PEV ha accolto con favore il fatto che la Commissione abbia deciso contro l’estensione agli organi esecutivi e/o agli organi giudiziari perché non bisogna provocare un indebolimento della protezione della maternità tramite altre eccezioni. L’UDC giustifica il suo mancato accoglimento del progetto facendo notare che la modifica proposta crea una disparità di trattamento non soltanto tra le parlamentari e le madri lavoratrici, ma anche tra i membri di organi legislativi e i membri di organi esecutivi e giudiziari.

ZH ritiene che si dovrebbe eventualmente valutare la possibilità di includere nell’eccezione i membri degli esecutivi, in caso di partecipazione a sedute di organi esecutivi per le quali non vi è alcuna possibilità di supplenza. Secondo i Giovani del Centro e le Donne del Centro i membri degli organi esecutivi sono meno interessati dal problema perché nel loro caso solitamente vi è la possibilità di supplenza. I Giovani del Centro e le Donne del Centro fanno però notare che tale possibilità di supplenza non è data in tutti i Comuni e che pertanto possono presentarsi situazioni insoddisfacenti anche all’interno degli organi esecutivi. I Giovani del Centro e le Donne del Centro ribadiscono che l’eccezione non deve però essere applicata ad altre commissioni comunali (p. es. membri di consigli scolastici), ritenendo che in tali sedi la possibilità di supplenza o di rinvio del dossier costituisca una soluzione più accettabile che non in seno agli organi legislativi. L’UCS fa notare che talune città ritengono che l’estensione agli organi esecutivi non sia stata valutata in modo abbastanza approfondito. Un’estensione a tutte le donne non sarebbe tuttavia opportuna perché la protezione della maternità ne risulterebbe indebolita.

L’USAM è dell’idea che la proposta di revisione sia troppo unilaterale e si dichiara contraria al progetto posto in consultazione destinato unicamente a una singola categoria di donne. Anche l’USI è in disaccordo con il miglioramento unilaterale della condizione delle parlamentari dal punto di vista dell’uguaglianza giuridica. L’USI è del parere che, pur essendo realizzata la volontà dell’elettorato, un trattamento migliore delle parlamentari rispetto alle altre madri non è in alcun modo oggettivamente giustificabile. L’USAM è favorevole alla possibilità che dopo le prime otto settimane di congedo di maternità sia prevista una maggiore flessibilità per tutte le donne.

6.4 Riduzione proporzionale dell’indennità di maternità

Solo pochi partecipanti si sono espressi in merito alla proposta di riduzione proporzionale dell’indennità di maternità, la quale è stata esaminata ma respinta dalla Commissione.

AG si ricollega alle motivazioni fornite nel rapporto esplicativo in merito alla riduzione proporzionale dell’indennità di maternità ribadendo che, se l’indennità dovesse essere ridotta in proporzione al mandato politico esercitato, ne deriverebbe un onere maggiore per le casse di compensazione, ragione per cui un tale sistema non va introdotto.