Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/52: Modifica della legge sul diritto d’autore (LDA) · 44 pagine

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ottenere essi stessi un bacino d’utenza sufficiente a generare introiti pubblicitari. SSM e USS sono flessibili, ma propendono per la variante 2, poiché la condivisione di estratti di testo da parte degli utenti sui media sociali è parte integrante del modello commerciale dei vari fornitori.

Osservazioni sul cpv. 3

La maggioranza accoglie positivamente la proposta del capoverso 3 di far applicare il diritto al compenso soltanto da società di gestione autorizzate (BS, FR, GE, GR, JU, NE, TI, VS, ZH, Centro, PLR, PS, ACS, ALESI, Centre patronal, COFEM, fög, impressum, le imprese mediatiche svizzere private, RSF, Südostschweiz TV, SAB, SSM, Syndicom Telesuisse e USS). NW, I Verdi, economiesuisse, Aktion Medienfreiheit, Società digitale, Google, Meta e Swisscopyright hanno espresso un parere in merito al contenuto del capoverso 3.

La gestione collettiva è considerata uno strumento adeguato a compensare lo squilibrio tra imprese mediatiche e grandi fornitori di servizi della società dell’informazione. ZH accoglie con favore il fatto che il progetto ponga l’accento sulla gestione collettiva tramite le società di gestione autorizzate. NW rileva che la soluzione svizzera si discosta, per certi aspetti, dall’approccio dell’UE e che l’obbligo di gestione collettiva offre anche alle imprese mediatiche più piccole, con scarso potere negoziale, la possibilità di ricevere un compenso. BS ritiene che la gestione collettiva offra la possibilità di ridurre le spese di transazione in fase negoziale e di compensare i rapporti di potere tra le singole imprese mediatiche e i fornitori internazionali di servizi della società dell’informazione. Secondo Aktion Medienfreiheit, la gestione collettiva è più indicata rispetto a un approccio individuale che, a fronte dell’elevato numero di beneficiari da una parte e di utenti dall’altra, non risulterebbe praticabile. Per GE e FR nonché PS, I Verdi, ACS fög, SSM, Telesuisse e USS, la gestione collettiva è importante, poiché permette anche a imprese mediatiche di piccole e medie dimensioni di trarre profitto dalla nuova regolamentazione. Il PS, fög, SSM e USS rinviano in questo contesto agli svantaggi della normativa europea e trovano che la proposta svizzera sia migliore (cfr. n. 2.2.3). Anche Syndicom osserva che la proposta presentata potrebbe permettere di aggirare parte delle insidie che diversi Paesi dell’UE hanno incontrato nell’attuazione di progetti di legge simili. Ringier è a favore della «via autonoma» che il Consiglio federale ha deciso di percorrere. Ricorrendo allo strumento della gestione collettiva, presenta una proposta più semplice rispetto alle leggi di altri Paesi, con risvolti positivi in termini di regolamentazione e di oneri attuativi. Anche SAB si rifà alle esperienze di altri Paesi, le quali hanno dimostrato che è difficile imporre in modo efficace un’indennità per chi riprende contenuti giornalistici: più piccolo è l’editore, più difficile è fare valere i propri diritti. VS si aspetta vantaggi per l’intero settore dai negoziati trasversali. I contributi distribuiti concorreranno al mantenimento della pluralità del panorama mediatico (cfr. n. 2.2.4), senza penalizzare i fornitori di servizi della società dell’informazione. I contributi non inficeranno né l’innovazione tecnologica né la diffusione delle informazioni.

VS riscontra un elemento positivo in particolare nel ricorso a una procedura tariffaria consolidata e agli strumenti di sorveglianza esistenti. Le imprese mediatiche svizzere private e Südostschweiz TV si aspettano che il sistema della gestione collettiva porti a una pratica equa di ridistribuzione anche nel diritto di protezione affine. TI, Centre patronal, la COFEM e impressum ritengono che la soluzione scelta garantisca la certezza del diritto e sia comprovata. TI sottolinea la procedura tariffaria regolata dalla legge, l’approvazione da parte della Commissione arbitrale federale (CAF) e la sorveglianza statale dell’attività della società di gestione competente da parte dell’IPI. Impressum, insieme alle società di gestione, ritiene che il progetto sia attuabile. Il sistema della gestione collettiva è già stato oggetto in passato di un processo di costante adeguamento alle condizioni tecniche. Anche il Centro accoglie positivamente la definizione delle tariffe da parte delle società di gestione e la conseguente verifica da parte della CAF, la cui approvazione impedisce anche la concessione di licenze gratuite, ammesse invece all’interno dell’UE. Il modello proposto impedisce ai fornitori di eludere il compenso accorciando gli snippet ed evita soluzioni contrattuali che andrebbero unicamente a vantaggio delle grandi imprese mediatiche. Anche SSM e USS sono favorevoli all’esclusione di licenze gratuite. Il PLR rileva che fissare le tariffe, raccogliere gli introiti e ripartirli ricorrendo alle società di gestione esistenti non comporta la creazione di nuove strutture e consente di attingere al know-how di cui si dispone, contenendo i costi. Offrendo ai fornitori di servizi della società dell’informazione e alle imprese mediatiche un unico punto di riferimento costituito da una società di gestione è possibile semplificare i processi, limitare la burocrazia, stabilire una pratica uniforme e ottenere trasparenza. Il PLR ritiene inoltre che sia logico addebitare alle imprese mediatiche, effettive beneficiarie della nuova legge, i costi amministrativi supplementari sostenuti dalle società di gestione.

Le imprese mediatiche svizzere private e Südostschweiz TV ritengono che ProLitteris sia predestinata a espletare il compito di attuare il diritto al compenso grazie al fatto che si occupa già di questioni simili e che tra i suoi membri si annoverino sia imprese mediatiche che giornalisti. In questo contesto, Syndicom menziona che il regolamento di ripartizione di ProLitteris prevede che il 50 per cento del compenso vada agli editori e l’altro 50 per cento agli autori. ALESI dichiara che i suoi membri aderiscono già a ProLitteris. Con la modifica di legge è possibile