Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/63: Revisione della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente: finanziamento transitorio e consenso (incl. diritto esecutivo) · 69 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla revisione della LCIP (finanziamento transitorio e consenso)
6.7 Processo di apertura
I Cantoni AG, BE, BL, BS, LU, NW, UR e la GDK chiedono di valutare se il processo d’apertura non possa essere ulteriormente semplificato, per esempio in sede di emissione di un’identità elettronica. Il Cantone ZH suggerisce di recepire altre agevolazioni nella revisione della legge. Andrebbero in particolare allentati i requisiti legali concernenti il processo di apertura, l’identità elettronica e la certificazione. In questi ambiti esistono potenziali di ottimizzazione che potrebbero essere sfruttati senza dover fare concessioni importanti sul piano della sicurezza. La revisione della legge deve in sostanza consentire di rendere la CIP più semplice, più accessibile e più attrattiva per tutte le parti coinvolte.
Anche il Cantone AG trova che i processi di richiesta di un’identità digitale/elettronica (Id-e) siano troppo complicati e poco intuitivi. Gli preme quindi che il messaggio concernente la legge federale concernente la legge federale sul mezzo d’identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici (legge sull’Id-e, LIdE) sia trasmesso rapidamente al Parlamento e che la Confederazione avvii i lavori preparatori all’attuazione.
Il Cantone BE trova anch’esso che il maggiore ostacolo alla diffusione della CIP stia nell’identità elettronica (Id-e). Il requisito del possesso di un’Id-e riduce notevolmente l’attrattiva della CIP. È inoltre bene tener presente che le attuali Id-e sono state rifiutate dal popolo. Si otterranno quindi dei miglioramenti solo se si trova una soluzione per l’Id-e. Un processo di apertura interamente elettronico è infatti una condizione base affinché la CIP possa diffondersi.
Il Cantone GL ritiene che le lacune della CIP risiedano nei processi di domanda di un’Id-e necessari all’apertura elettronica di una CIP, che sono ancora troppo complicati e poco intuitivi. Per rilanciare con successo la CIP, occorre dunque trasmettere rapidamente al Parlamento il messaggio concernente la LIdE e avviare i lavori preparatori all’attuazione.
Il Cantone JU ritiene che lo strumento d’identificazione costituisca il principale ostacolo all’introduzione della CIP in Svizzera. I diversi livelli di sicurezza degli strumenti d’identificazione in circolazione hanno reso nettamente più complesso il processo di apertura e di accesso a una CIP. Visto dalla parte di un cittadino o di professionista della salute, tutto questo è semplicemente incomprensibile. Una cittadina che per esempio ha fatto verificare la sua identità online mediante l’applicazione SwissID deve passare attraverso un secondo processo completo di verifica dell’identità sul posto per poter aprire una CIP e accedervi. Tecnicamente e in termini di sicurezza, questo secondo processo non è di alcuna utilità e limita fortemente l’accesso alla CIP. Vista la complessità dell’attuale sistema, sarebbero necessarie de facto delle misure accompagnatorie specifiche per ottenere uno strumento d’identificazione compatibile con la CIP, misure che sono peraltro già largamente finanziate dai Cantoni romandi. Un unico identity provider, che una volta attivato sarebbe certificato in diversi contesti, sarebbe in questo caso d’aiuto. Ci si aspetta quindi che la Confederazione acceleri i lavori sulla futura Id-e federale. Il Cantone TI chiede di chiarire come dovranno essere finanziati i costi delle identità elettroniche (eID) sapendo che ad oggi, per ammissione degli stessi fornitori di eID, non sono in misura di fatturare le loro prestazioni direttamente al cittadino. Da chiarire è anche a carico di chi andranno fatturati tali costi.
SKS fa presente che sul piano dell’attuazione e dell’utilizzazione della CIP, la situazione attuale è estremamente insoddisfacente per i consumatori e i pazienti. La procedura di apertura di una CIP è complicata e richiede troppo tempo.
SDV sottolinea che i punti di apertura fisici attuali devono essere garantiti anche in futuro poiché, in caso di bisogno, le persone anziane devono poter usufruire di una consulenza personale tanto per la registrazione dell’Id-e quanto per l’apertura della CIP. La consulenza/assistenza personale e confidenziale legata all’utilizzo di uno strumento innovativo centrale per la comunicazione professionista della salute-paziente e alla gestione dei propri dati sanitari non deve assolutamente essere lasciata al solo beneplacito della comunità di riferimento, ma deve essere promossa allo stesso titolo delle altre nuove forme di consenso – ossia per via elettronica – cosa che in fin dei conti serve anche a raggiungere lo scopo della CIP.
SHV propone che le professioni sanitarie disciplinate nella legge sulle professioni sanitarie (LPSan; RS 811.21) non siano tenute a offrire il servizio di apertura CIP, dal momento che il