Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/78: ENERGIA: misure di gestione nel settore elettrico · 50 pagine
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Svizzera (AWS), l’espressione «utilizzo commerciale» di schermi e videoproiettori è equivoca, motivo per il quale propone di distinguere tra autopromozione e pubblicità per terzi.
A livello tecnico, la limitazione di cui al punto 10 non può essere attuata ovunque, in quanto non dipende dai fornitori di pubblicità esterna. Non è raro che l’alimentazione di schermi digitali e insegne pubblicitarie luminose sulle strade e negli spazi pubblici sia integrata nei piani d’illuminazione cittadini.
Allegato 1, fase di escalation 2
Secondo il parere di più associazioni, il limite di 19°C nei locali accessibili al pubblico è problematico e dà origine a una discriminazione tra i diversi vettori energetici utilizzati (gas e olio da riscaldamento).
Le associazioni del commercio al dettaglio, del settore alberghiero e della ristorazione chiedono una temperatura massima più elevata (70°C al posto di 65°C) per gli espositori riscaldati, i contenitori per bagnomaria e i cassetti scaldavivande, utilizzati per mantenere calde le pietanze. Infatti, affinché le vivande raggiungano una temperatura di 65°C occorre una fonte di calore di 70°C.
La Swiss Catering Association parte dal presupposto che il termine «aziende alimentari» includa anche le mense e propone di integrare in tal senso il punto in questione, in modo da fare chiarezza.
Allegato 1, fase di escalation 3
Varie associazioni del commercio al dettaglio sostengono che sarebbe meglio ridurre gli orari di apertura dei negozi in percentuale, anziché per un certo numero di ore. Così, i negozi che aprono soltanto per qualche ora al giorno non verrebbero eccessivamente penalizzati.
L’Unione Professionale Svizzera della Carne (UPSC) avanza una formulazione alternativa più generale per il punto 2: «Al di fuori degli orari di apertura i congelatori devono essere coperti con materiali adatti ad evitare la dispersione di energia».
Le associazioni del settore immobiliare fanno notare che una temperatura di 18°C negli appartamenti potrebbe portare i locatari a richiedere una riduzione della pigione per difetto della cosa locata. Il settore alberghiero e della ristorazione desidera una temperatura massima diversa: 19°C al posto di 18°C. La formulazione proposta è la seguente: «I locali riscaldati prevalentemente attraverso l’energia elettrica (ad es. con riscaldamenti elettrici o pompe di calore) possono essere riscaldati fino a un massimo di 18°C. Per le camere nel settore alberghiero il limite massimo di temperatura è 19°C». Kibesuisse chiede che anche gli istituti che si occupano della formazione e della custodia di bambini e giovani complementari alla famiglia siano aggiunti alle limitazioni di utilizzo relative alla temperatura massima dei locali nelle varie fasi di escalation di cui all’allegato 1.
Diverse associazioni ritengono che la limitazione dell’uso privato dei veicoli elettrici sia una misura sproporzionata: attualmente la mobilità elettrica richiede meno dell’1 per cento dell’elettricità consumata complessivamente e ha quindi un’incidenza irrisoria. Considerando che il potenziale di risparmio energetico è così ridotto, non sembra giusto frenare la popolarità in aumento della mobilità elettrica annunciando un possibile divieto.
Allegato 2, fase di escalation 1
Le associazioni del settore alberghiero e della ristorazione auspicano la seguente precisazione riguardo al divieto di utilizzare macchine per la produzione di ghiaccio: «per la produzione di ghiaccio a scopo di