Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/79: Pa.Iv. Garantire la prassi dei casi di rigore secondo l'articolo 50 LStrI in caso di violenza nel matrimonio · 62 pagine

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quale la nuova regolamentazione giuridica si applica anche alle domande pendenti sembra appropriata e sensata.

4.7 Ripercussioni per i Cantoni e i tribunali

Il Cantone ZG desidera modificare il numero 4.2 «Ripercussioni sui Cantoni e sui Comuni» del rapporto esplicativo per chiarire che la modifica di legge comporterà probabilmente un aumento dei casi con conseguente aumento delle risorse di personale e dei costi. In virtù della prevista estensione del campo di applicazione e delle precisazioni della LStrI, contrariamente a quanto affermato nel rapporto occorre prevedere un aumento del numero di richieste relative ai casi di rigore. È probabile che queste misure non solo impegnino le risorse di personale delle autorità di perseguimento penale e degli uffici della migrazione, ma comportino anche costi e spese procedurali più elevati (p. es. per gli interpreti e i difensori). A questo proposito, si prevedono conseguenze in termini finanziari e di personale per i Cantoni, che dovrebbero essere esplicitamente indicati al numero 4.2 del rapporto.

Per l’aspetto finanziario, il Cantone TI afferma per contro che allo stato attuale i Cantoni non dovrebbero avere ripercussioni economiche poiché la proposta modifica legislativa non comporta maggiori aggravi per le autorità cantonali coinvolte, sia a livello di risorse finanziarie che di personale impiegato. Considerato che le vittime di violenza domestica, che non possono beneficiare dell’odierna formulazione dell’articolo 50 LStrI, già attualmente hanno la facoltà di presentare alle autorità della migrazione delle richieste di permesso di dimora per gravi motivi nell’ambito dell’articolo 30 capoverso 1 lettera b LStrI, con la nuova proposta legislativa, allo stato attuale non è prevedibile un incremento delle richieste di questa tipologia di autorizzazioni.

Il TAF sottolinea che l’aumento delle domande dovuto alla disposizione modificata non deve essere sottovalutato, soprattutto perché il diritto al mantenimento del permesso di dimora non è limitato alle vittime di violenza domestica, ma viene concesso anche nei casi previsti dall’articolo 50 capoverso 1 lettera a LStrI (se l’unione coniugale dura da tre anni e sono soddisfatti i criteri di integrazione). In questo contesto, va notato anche che secondo le statistiche della SEM, alla fine del 2021 vivevano in Svizzera 31 120 persone nella fascia d’età tra i 18 e i 65 anni con un’ammissione provvisoria e 4431 cittadini di Paesi terzi con un permesso di soggiorno di breve durata. Queste cifre indicano che la prevista modifica di legge comporterebbe un aumento del numero di casi sottoposti all’approvazione della SEM. In questo modo aumenterebbe anche il numero di ricorsi al TAF, poiché le persone ammesse provvisoriamente o con un permesso di soggiorno di breve durata potrebbero ora invocare anche l’articolo 50 LStrI per ottenere una proroga del loro soggiorno in Svizzera. È inoltre prevedibile che il numero di ricorsi al Tribunale federale aumenti, anche se tale via in materia di diritto pubblico resta preclusa alle persone ammesse provvisoriamente (cfr. rapporto esplicativo, pag. 7).

5 Richieste di ulteriori adeguamenti

5.1 Rilascio di permessi nell’ambito delle procedure previste dal diritto in materia di migrazione

Secondo GDS, le autorità competenti in materia di migrazione non rilascerebbero formalmente alcun permesso di dimora durante le procedure di estensione del permesso. La mancanza di un permesso di dimora formale rende difficile trovare lavoro e alloggio e rende impossibile viaggiare all’estero a meno che non si richieda un visto di ritorno alle autorità della migrazione. Sebbene gli stranieri avrebbero ancora materialmente diritto a un permesso di