Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/81: Legge federale sulla trasparenza delle persone giuridiche e di altri costrutti giuridici (Legge sulla trasparenza delle persone giuridiche; LTPG) · 140 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la legge federale sulla trasparenza delle persone giuridiche e sull’identificazione degli aventi economicamente diritto
specifica ora che l’autorità cantonale deve avere la competenza a effettuare controlli per verificare il rispetto degli obblighi previsti dalla LLCA. Tali controlli non devono avere un carattere sistematico; l’autorità può seguire un approccio basato sui rischi. Per garantire l’efficacia dei controlli, l’autorità deve almeno poter chiedere informazioni alle persone interessate dal procedimento ed esigere la produzione di documenti. Essa procederà nel rispetto del principio di proporzionalità: a seconda delle circostanze, non è, quindi, necessario e proporzionato che l’avvocato trasmetta i dati personali dei propri clienti o i documenti coperti dal segreto professionale; tali informazioni potranno essere richieste in un secondo tempo se il controllo da parte dell’autorità rivela indizi sufficienti a giustificare l’apertura di un procedimento disciplinare e tali informazioni sono necessarie per accertare i fatti rilevanti.
Conformemente al capoverso 3, nel procedimento disciplinare l’avvocato non può avvalersi del segreto professionale nei confronti della propria autorità di sorveglianza. La norma corrisponde a quella proposta dalla dottrina e alla prassi di diverse autorità cantonali e sarà d’ora in poi sancita a livello federale193. Non avrebbe senso prevedere che l’avvocato debba prima chiedere lo svincolo dal segreto professionale, poiché tale richiesta dovrebbe essere rivolta alla stessa autorità che conduce il procedimento disciplinare. È quindi più semplice e sembra giustificato stabilire direttamente che l’autorità di sorveglianza possa chiedere e ottenere informazioni coperte dal segreto professionale, qualora lo ritenga necessario alla conduzione del procedimento disciplinare.
Art. 15
I capoversi 1 e 2 sono stati leggermente adattati, affinché anche la violazione di un obbligo previsto dagli articoli 13b–13e venga comunicata all’autorità cantonale di sorveglianza quando viene identificata da un’autorità giudiziaria o amministrativa federale o cantonale.
Art. 17a
Mentre l’articolo 17 definisce in linea generale le misure disciplinari che possono essere adottate dall’autorità di sorveglianza, il nuovo articolo 17a prevede in modo speciale le misure in caso di violazione degli obblighi secondo gli articoli 13b–13e.
Tali misure sono allineate all’articolo 17 capoverso 1, fatta eccezione per una riserva: la multa massima è portata a 100 000 franchi. Si tratta di garantire la parità di trattamento tra il consulente ai sensi della LRD e l’avvocato che commettono la stessa violazione; non esiste alcun motivo legittimo per limitare la pena inflitta a un avvocato rispetto a quella che rischia un notaio o il socio di una fiduciaria.
L’autorità di sorveglianza può, inoltre, emanare misure amministrative; queste corrispondono largamente a quelle a disposizione di un OAD (cfr. art. 19 LRD), nella misura in cui non siano già elencate nell’articolo 17 e abbiano senso nell’ambito di un procedimento disciplinare. Essa può fissare, in particolare, condizioni di natura personale o organizzativa nei confronti di un avvocato, chiedendogli, ad esempio, di far seguire una formazione al proprio personale o di organizzare in modo adeguato i propri fascicoli; nei casi più gravi, può obbligare l’avvocato a sospendere determinate attività sottoposte agli obblighi secondo gli articoli 13b–13e (p. es. accettare PEP come clienti) o chiedergli di escludere da tali attività una persona che eserciti l’attività in questione all’interno del suo studio.
193 Cfr. p. es. MICHLIG/WYLER, in Graf (ed.), StGB Annotierter Kommentar, Berna 2020, Art. 321 N 25; CR-LLCA- CHAPPUIS/MAURER, 2a ed., Basilea 2022, Art. 13 N 284 e i rif. citati.