Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/84: Modifica delle ordinanze esecutive (OASA, OEAE; OAsi 2) relative alla legge federale sugli stranieri e la loro integrazione e alla legge sull’asilo (adeguamenti dello statuto dell’ammissione provvisoria) · 11 pagine

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Compendio

Il 17 dicembre 2021 il Parlamento ha deciso di modificare la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI). La modifica comporta limitazioni per i viaggi all’estero e adeguamenti dello statuto dell’ammissione provvisoria (20.063, nLStrI, FF 2021 2999); il termine di referendum è decorso infruttuosamente il 7 aprile 2022. L’obiettivo è quello di promuovere l’integrazione nel mercato del lavoro delle persone ammesse provvisoriamente agevolando il cambiamento di Cantone; sono state inoltre istituite nuove norme che disciplinano i viaggi all’estero delle persone ammesse provvisoriamente, delle persone che beneficiano della protezione a titolo provvisorio e dei richiedenti l’asilo.

L’11 marzo 2022 il Consiglio federale ha deciso di attivare per la prima volta lo statuto di protezione S per le persone in fuga dalla guerra in Ucraina che hanno cercato rifugio in Svizzera. I cittadini ucraini in possesso di un passaporto biometrico possono soggiornare senza visto nello spazio Schengen per 90 giorni nell’arco di 180 giorni. Pertanto, contestualmente all’introduzione dello statuto di protezione S il Consiglio federale ha deciso di procedere a una modifica di ordinanza in virtù della quale chi proviene dall’Ucraina e beneficia dello statuto di protezione S può recarsi all’estero e tornare in Svizzera senza autorizzazione di viaggio, in linea anche con le norme dell’UE concernenti le persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina. La modifica della LStrI del 17 dicembre 2021 prevede invece che, in linea di principio, coloro ai quali è stata concessa la protezione provvisoria non possono recarsi nel proprio Stato d’origine o di provenienza oppure in un altro Stato. Sono comunque possibili alcune deroghe (art. 59d cpv. 2 e art. 59e cpv. 3 nLStrI). La modifica della LStrI e la norma vigente riguardante le persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina sono così in contrasto tra loro. Quando nel dicembre del 2021 è stata approvata la modifica di legge in questione non era possibile prevedere questa situazione particolare. Poiché i cittadini ucraini che beneficiano della protezione provvisoria e che sono in possesso di un passaporto biometrico non soggiacciono all’obbligo di visto, fino a nuovo avviso le attuali possibilità in termini di spostamenti resteranno in essere. Per questo motivo le modifiche della LStrI entreranno in vigore gradualmente. In una prima fase entrerà in vigore la norma che disciplina il cambiamento agevolato di Cantone (art. 85b nLStrI), mentre per il momento non entreranno in vigore le nuove norme in materia di viaggi all’estero. Occorre infatti attendere i riscontri delle esperienze relative alle persone che attualmente beneficiano dello statuto di protezione S anche per quanto riguarda le possibilità di viaggio.

Nel quadro del presente progetto s’intende apportare gli adeguamenti di ordinanza necessari per l’entrata in vigore parziale delle modifiche di legge. In particolare occorre quindi specificare concretamente nell’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (OASA) le condizioni per il cambiamento di Cantone delle persone ammesse provvisoriamente. Il cambiamento di Cantone delle persone che beneficiano dello statuto di protezione S non è oggetto della modifica della LStrI, e di conseguenza nemmeno delle modifiche di ordinanza proposte.

Vengono inoltre proposte altre due modifiche di ordinanza volte ad agevolare l’accesso all’attività lucrativa. Se viene rilasciato un permesso di dimora perché sussiste un caso personale particolarmente grave, non dovranno essere necessarie ulteriori autorizzazioni all’esercizio di un’attività lucrativa. Viene altresì proposta una deroga all’obbligo di notifica per l’esercizio di un’attività lucrativa nel quadro di determinati provvedimenti finalizzati all’integrazione professionale.