Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/96: Pacchetto di ordinanze agricole 2023 · 286 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 18Fedlex · Rapporto esplicativo

Ordinanza sui pagamenti diretti

Articolo 29 capoversi 4-8

Articolo 58 capoverso 7

Allegato 8 numeri 3.6.3 lettere r e s nonché 3.8.1 lettere c e d

Su richiesta degli attori del settore e su suggerimento delle autorità cantonali di esecuzione, viene disciplinata in modo chiaro la pacciamatura nella regione d’estivazione nonché sulle superfici inerbite e sui terreni da strame ricchi di specie nella regione d’estivazione, precisando le condizioni pertinenti.

La pacciamatura è una misura efficace e razionale sia per la cura dei pascoli sia per la lotta alle piante erbacee problematiche, nonché per contrastare l’avanzamento del bosco. Attualmente la pacciamatura non è consentita sulle superfici inerbite e sui terreni da strame ricchi di specie nella regione d’estivazione. La superficie del livello qualitativo II che dà diritto a contributi attualmente ammonta a circa 225 000 ettari, ovvero a quasi la metà della superficie d’estivazione totale di quasi 500 000 ettari. Poiché in molti casi, i metodi utilizzati non consentono una chiara classificazione a livello locale delle SPB e poiché la lotta alle piante problematiche e all’avanzamento del bosco è utile per la biodiversità, la pacciamatura per la cura dei pascoli è ammessa anche sulle superfici inerbite e i terreni da strame ricchi di specie.

L’autorizzazione della pacciamatura per la cura dei pascoli e la lotta alle piante erbacee problematiche quali romice, stoppione, veratro comune, erba di S. Giacomo e senecione alpino è tuttavia vincolata a una serie di condizioni. Ciò garantisce che gli interventi abbiano il minor impatto possibile sulla biodiversità, sull'ambiente e sul paesaggio.

La pacciamatura per il decespugliamento è ammessa su tutte le superfici d’estivazione interessate. Prima che una superficie ricoperta da arbusti s’imboschisca e diventi completamente incolta, l’uso della pacciamatrice permette di ripristinarne l’apertura in modo efficace e razionale così da poterla riutilizzare come pascolo. Le esperienze e gli esperimenti nei Cantoni Vallese3, Berna4 e Grigioni5 lo dimostrano. Anche dal punto di vista della conservazione della biodiversità, questo scopo dell’intervento come ultima misura prima del completo avanzamento del bosco va giudicato positivamente. Ai fini della conservazione della biodiversità, l’ideale è un mosaico di superfici aperte e una quota di piccole strutture di circa il 50 per cento6 dato che con una quota superiore la biodiversità diminuisce. Poiché la pacciamatura a scopo di decespugliamento comporta generalmente l'uso di attrezzature più pesanti o più potenti rispetto a quelle impiegate per la cura dei pascoli e poiché l'uso non professionale può anche avere effetti indesiderati sul paesaggio e sull'ambiente naturale, viene introdotta una prassi generalizzata secondo la quale è richiesta un’autorizzazione cantonale. I rispettivi oneri dal profilo dei contenuti e le norme procedurali sono specificati in dettaglio. Per una valutazione adeguata alla situazione i Cantoni possono derogare a singoli oneri in casi giustificati nell'ambito della procedura di autorizzazione, ad esempio se la deroga è giudicata opportuna nel quadro di una perizia o se sono esclusi impatti negativi sulla biodiversità e sull'ambiente. Nel caso di popolamenti puri di ontani verdi, ad esempio, è opportuna un’eliminazione totale. I Cantoni hanno inoltre facoltà di imporre ulteriori oneri in vista dell’autorizzazione di una domanda. La gestione delle autorizzazioni eccezionali da parte dei Cantoni (numero, finalità) viene esaminata dall'UFAG nel quadro della sua attività di alta vigilanza. Nel quadro della procedura di autorizzazione cantonale, vanno consultati i servizi cantonali di protezione della natura e delle foreste nonché i guardiacaccia. Il Cantone può anche richiedere al gestore di presentare una perizia di un servizio di consulenza.

3 Progetto pilota «Entbuschungsmassnahmen/Mulchen von Zwergstrauchheiden» im Gebiet Hanschbiel im Landschaftspark Binntal: descrizione del progetto su landschaftspark-binntal.ch; accompagnamento del progetto di valeco.ch; presentazione all’IAT 2022 a Visp

4 Progetto pilota sull’alpe Habchegg (Habkern BE), autorizzato e seguito dall’Ufficio federale del paesaggio e della natura (LANAT) del Canton Berna

5 Esperienze dell’Ufficio per l’agricoltura e la geoinformazione (UAG) del Canton Grigioni nel quadro del progetto «Pulizia di prati e pascoli imboschiti»

6 Anche conoscenze dal Programma di ricerca AlpFutur (WSL et al., 2014): Zukunft der Schweizer Alpwirtschaft. Fakten, Analysen und Denkanstösse (v. grafico a pag. 132). Inoltre, sull'alpe Devero si è potuto dimostrare che la popolazione di fagiano di monte aumenta notevolmente quando si riduce la copertura compatta di arbusti nani con interventi di decespugliamento. Il successo riproduttivo del fagiano di monte è quadruplicato.