Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/96: Pacchetto di ordinanze agricole 2023 · 286 pagine

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Ordinanza sull’allevamento di animali

Le soglie d’ingresso di cui al capoverso 4 per poter beneficiare dei contributi sono semplificate, definendole in maniera trasversale alle specie. Per tutte le razze delle specie bovina, equina, suina, ovina e caprina il cui stato è «in pericolo critico» si applica una soglia d’ingresso di 10 000 animali femmina iscritti nel libro genealogico. Per razze delle specie bovina, equina, suina, ovina e caprina il cui stato è «minacciate» la soglia è di 7 500 animali femmina iscritti nel libro genealogico.

Per l’effettivo degli animali femmina iscritti nel libro genealogico nell’ambito delle soglie d’ingresso si applica l’articolo 22 capoversi 6 e 7 concernenti le esigenze di un animale iscritto nel libro genealogico nell’ambito dell’OAlle (art. 23d cpv. 4 lett. a – d). Questo si applica anche per la specie equina in analogia all’articolo 22 capoverso 6 nonché al capoverso 7 lettera a (art. 23d cpv. 4 lett. a – c).

Art. 23e Condizioni per il versamento di contributi per la specie ape mellifera

Per la specie ape mellifera vigono le stesse condizioni per beneficiare dei contributi per razze svizzere il cui stato è «in pericolo critico» o «minacciate» applicate per le altre specie aventi diritto ai contributi. Le condizioni concernenti la specie ape mellifera sono pertanto disciplinate in un nuovo articolo 23e analogamente alle altre specie aventi diritto ai contributi (art. 23d). La biologia dell’accoppiamento dell’ape mellifera è molto differente da quella delle altre specie di animali da reddito. I punti salienti della sua biologia dell’accoppiamento sono riportati di seguito.

• Una colonia di api è composta da api operaie (femmine), fuchi (maschi) e da una regina (femmina).

• Una colonia di api è composta per la maggior parte da api operaie nate da ovuli fecondati.

• Le larve delle api fecondate diventano delle regine se vengono nutrite in modo specifico dalle api operaie di una colonia.

• In una colonia si «tollera» o «alleva» soltanto una regina.

• I fuchi nascono da uova non fecondate. Ciò vuol dire che sono aploidi e il loro ruolo è fondamentalmente quello di «spermatozoi volanti».

• Durante il volo nuziale, una regina nella prima fase della sua maturità sessuale si accoppia con 10 fino a 20 fuchi. Tutte le uova che la regina deporrà nel corso della sua vita non sono fecondate oppure sono fecondate con lo sperma di questi fuchi. Dalle uova non fecondate nascono fuchi, da quelle fecondate api operaie o una nuova regina.

• Poiché durante il volo nuziale non è possibile monitorare quali fuchi («spermatozoi volanti») in fin dei conti si accoppiano con la regina, l’albero genealogico della linea paterna può essere definito, per lo meno in parte, soltanto con un dispendio supplementare se:

i. mediante la fecondazione artificiale con sperma di fuchi di una regina fucaiola il padre della regina è noto;

ii. mediante fecondazione (cosiddetta fecondazione della linea) o fecondazione artificiale con sperma di fuchi di diverse regine fucaiole che, dal canto loro, nascono da una sola madre la madre delle regine fucaiole è nota (il padre della regina però no);

iii. con la tipizzazione della regina e di tutte le regine fucaiole che entrano in considerazione è possibile dedurre una o due generazioni dell’albero genealogico della linea paterna.

Generalmente, se sia gli individui maschili sia quelli femminili sono diploidi, un discendente ha un genitore femmina e uno maschio, ovvero una madre e un padre. Nelle api le cellule germinali maschili («spermatozoi volanti») sono invece veri e propri individui. Nell’usuale rappresentazione di un albero genealogico non sono raffigurate le cellule germinali, ma gli individui che ne sono portatori. In altre parole, in un albero genealogico comune nell’allevamento di animali si rappresentano gli individui diploidi imparentati tra loro. Per poter conformarsi a tale convenzione anche nell’ordinanza sull’allevamento di animali, si rinuncia a una rappresentazione dei fuchi e, in alternativa, si raffigura la regina fucaiola dalla quale i fuchi («spermatozoi volanti») discendono. Questo comporta che un pedigree delle api comprende solo animali di sesso femminile imparentati tra loro: le regine fucaiole come padri e le regine come madri.

Alla luce delle considerazioni suesposte, la formulazione di alcune disposizioni deve essere adeguata alle peculiarità della specie ape mellifera.