Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)
Per il monitoraggio del sistema sanitario e per scopi di ricerca e di garanzia della qualità i dati possono essere trasmessi soltanto in forma anonimizzata, ad eccezione di quanto previsto all’articolo 19g capoverso 2. Secondo CH++, FMC, GSASA e SGMI, gli appositi requisiti di anonimizzazione devono essere disciplinati nel diritto di esecuzione.
Capoverso 2:
Secondo CURAVIVA / Artiset, ARTISET ZH e XAD, gli utenti della CIP dovrebbero poter scegliere se rendere disponibili in forma anonimizzata o non anonimizzata, per scopi di ricerca, i dati medici strutturati contenuti nella CIP. Se i titolari di CIP possono mettere a disposizione della ricerca soltanto dati in forma non anonimizzata, vi è il rischio che rinuncino a farlo per timori legati alla protezione dei dati. Queste associazioni propongono pertanto di integrare il capoverso come segue: «Per uno scopo di ricerca secondo la legge del 30 dicembre 2011 sulla ricerca umana possono essere comunicati dati in forma non anonimizzata o anonimizzata [...]».
Secondo Curaviva SZ, buona parte dei pazienti non è consapevole della quantità di dati di cui autorizzano la comunicazione. Per questo motivo, lungo tutto il processo occorre chiedere regolarmente sia il consenso alla trasmissione dei dati per scopi di ricerca sia la forma in cui i dati devono essere comunicati. In altre parole, il paziente deve sapere quali dati vengono comunicati a scopo di ricerca e deve poter decidere se la comunicazione va effettuata in forma anonimizzata o non anonimizzata.
Capoverso 1:
Secondo dCH e swissICT, non bisogna dimenticare che il progresso tecnologico consente di trattare grandi quantità di dati e di procedere a incroci di vario tipo e che, in definitiva, i dati trattati non sono anonimizzati o lo sono in misura insufficiente. È quindi fondamentale che l’anonimizzazione dei dati utilizzati per scopi di ricerca e di garanzia della qualità sfrutti tutte le possibilità tecnologiche disponibili per garantire che non si possa risalire alla persona interessata.
Dal punto di vista politico-regolamentare, dCH e swissICT ritengono necessario prendere in considerazione la legge sulla protezione dei dati (LPD). La LPD non è applicabile al trattamento di dati anonimizzati se la reidentificazione da parte di terzi è impossibile o richiede un onere sproporzionato. A questo proposito va rilevato che le competenze legali per il trattamento dei dati da parte di organi pubblici cantonali o comunali nel settore sanitario (p. es. ospedali e università) spettano alle autorità cantonali o comunali di protezione dei dati.
Nonostante questa chiara situazione giuridica, secondo dCH e swissICT la possibilità d’accesso ai dati anonimizzati da parte di istituti di ricerca senza il consenso esplicito dei pazienti comporterebbe un rischio politico considerevole qualora venisse indetto un referendum contro la legge. È quindi molto importante informare e sensibilizzare la popolazione svizzera su questa tematica.
Capoverso 2:
Nel caso di dati non anonimizzati utilizzati per scopi di ricerca o di dati che non rientrano nell’area riservata della CIP (mApp), secondo dCH e swissICT è importante che i cittadini siano interpellati attivamente e possano dare il proprio consenso esplicito analogamente a quanto avviene in ambito ospedaliero. Inoltre, devono sapere come revocare il proprio consenso in futuro.
Secondo questi partecipanti, dei chiari meccanismi di consenso per i dati non anonimizzati offrono:
- trasparenza e controllo: gli utenti possono vedere quali dati sono raccolti dall’app e come
vengono utilizzati; questo consente loro di prendere decisioni informate sulla condivisione dei propri dati;
- fiducia: una gestione del consenso trasparente e conforme alla protezione dei dati può
aumentare la fiducia degli utenti nella CIP;
- migliore qualità dei dati: gli utenti sono più disposti a fornire dati precisi e aggiornati se
sanno come questi vengono utilizzati.