Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)
3.2.2.8 Protezione e sicurezza dei dati
Secondo GDK e i Cantoni che hanno aderito al suo parere, la CIP dovrebbe poter essere utilizzata per scopi individuali o collettivi purché siano rispettati chiari requisiti in materia di protezione dei dati. LU esige che le competenze e le responsabilità per il trattamento di dati personali siano meglio definite nella legge. Dal canto suo, BS chiede che l’avamprogetto venga sottoposto all’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) per un parere nell’ottica del diritto sulla protezione dei dati.
Per PSS, la conservazione dei dati deve rispettare i massimi standard di sicurezza e vanno incaricati organismi indipendenti al fine di individuare eventuali lacune (in questo senso si esprimono anche Geliko e pro-salute.ch). I VERDI ribadiscono che alle questioni di protezione dei dati e di autodeterminazione informativa deve essere riservata la massima importanza, non da ultimo per favorire l’accettazione da parte della popolazione. PLR esige che la sicurezza dei dati sia garantita da adeguati processi di certificazione. UDF è invece dell’avviso che la protezione e la sicurezza dei dati siano estremamente difficili o impossibili da garantire. UDC ritiene che l’introduzione del registro delle opposizioni comprometta drasticamente la protezione dei dati.
Secondo USS, in considerazione dei rischi elevati e della sensibilità dei dati, la protezione e la sicurezza devono essere pienamente garantite in ogni momento. Si pronunciano in questo senso anche altri partecipanti (tra cui DVSP, FSP, Geliko, ISSS, NEK, SAMW e SSR). Gen Suisse sottolinea la necessità di evitare qualsiasi collegamento tra utilizzazione dei dati e incentivi finanziari. Per il caso di fuga di dati o altre situazioni critiche, andrebbero previste misure appropriate, per esempio un piano di emergenza (DVSP, NEK, KLS). Per questo motivo, l’esternalizzazione di compiti e servizi ad attori privati da parte della Confederazione è valutata criticamente (p. es. da EVS e SBK).
A causa della prevista creazione di banche dati centralizzate, del principio del silenzio-assenso o dell’obbligo (a pena di sanzioni penali) di registrare i dati nella CIP, Privatim rileva un netto spostamento della ponderazione degli interessi a discapito delle persone interessate. Di conseguenza, le competenze e le responsabilità dei singoli attori (UFSP, comunità e comunità di riferimento, offerenti di CIP, servizi supplementari, applicazioni ecc.) in materia di trattamento dei dati personali dovrebbero essere definite in modo ancora più chiaro nella legge.
3.2.2.9 Sanzioni
NW e ZH approvano le nuove possibilità di sanzionamento. Secondo UR, le misure sanzionatorie connesse all’obbligo di affiliazione dovrebbero essere disciplinate nella LCIP. TI fa notare che nei Cantoni, per lo meno nel Cantone Ticino, non ci sono i requisiti per effettuare controlli per il sanzionamento del mancato adempimento dell’obbligo di affiliazione.
PSS ritiene che servano sanzioni incisive. Anche SKS si dice espressamente favorevole alla possibilità di sanzionamento e chiede che le autorità di vigilanza siano dotate delle risorse necessarie. SMSR si domanda se non sia opportuno introdurre sanzioni anche a carico dei pazienti che dovessero deliberatamente registrare dati medici non veri o falsificare quelli inseriti.
Diversi partecipanti alla consultazione (tra cui economiesuisse, Piraten, SG, UDC, pharma-Suisse) sono dell’avviso che si punti troppo sulla coercizione e troppo poco sull’aumento dell’utilità della CIP e sulla sua accettazione tra la popolazione e tra i fornitori di prestazioni o che si dovrebbero quanto meno mettere in risalto i vantaggi dell’utilizzazione della CIP. Vari rappresentanti dei fornitori di prestazioni (FMH, SMSR, SSO) e altre organizzazioni (AD Swiss, IG eHealth) affermano che l’avamprogetto non prevede incentivi per l’utilizzazione volontaria della CIP o ne prevede troppo pochi e che le sanzioni sono sproporzionate. Anche altri fornitori di prestazioni (FMP, pharmaSuisse, senesuisse, SHV, unimedsuisse) e altre organizzazioni (IPAG eHealth, it-rm) sostengono che le sanzioni siano eccessive. Alcuni rinviano alle sanzioni previste dalla LAMal o sottolineano che il problema del finanziamento non si risolve comminando severe sanzioni; altri ancora mettono in guardia dal rischio di compromettere l’assistenza sanitaria. AL è contraria all’inserimento nella legge di disposizioni sanzionatorie.